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Engadget, Boing Boing e la conquista della Cina

“John Kuang, a Chinese Boing Boing fan, is translating BB posts into Chinese and posting them to the Web!”. Cory Doctorow spiega così l’esistenza di una “versione cinese” del suo Boing Boing, ma non mi convince: mi sembra infatti improbabile che il blogger americano accetti di buon grado che qualcuno usi liberamente il suo “marchio” (logo compreso) senza che ci sia sotto qualcosa più che la zelante iniziativa di un ammiratore. Ho visto teste cadere sotto l’affilata ascia degli avvocati per molto meno. Né mi ha convinto ieri Calacanis quando diceva che Engadget Chinese è solo un’esperimento e che probabilmente lavorerà in perdita. Non è da lui buttare via i soldi. L’impressione è invece che i grandi nomi della blogosfera abbiano deciso di puntare molto sul mercato in lingua cinese, ma che facciano di tutto per dissuadere la concorrenza dal seguire il loro esempio. Ci hanno preso per stupidi?

Per saperne di più:

- Boing Boing in Chinese
- Boing Boing “Chinese”

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giu  05
8
alle 01:08
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Massimo il 01/1/70

Benissimo: infilarsi nel trend del Nyotaimori non mi dispiacerebbe.
Massimo


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2 Commenti to “Engadget, Boing Boing e la conquista della Cina”

  1. Anonimo dice:

    Il governo cinese ha confermato che verranno cancellati tutti i blog non registrati ( ovvero soggetti a censura).
    Un mercato di 156 milioni di utenti ( in crescita costante) e del tutto digiuno di adv e informazioni ma affamato al massimo di notizie e novità fa accendere le lampadine nel cervello a molti. In primis a Gawker e Calcanis. Chi avrà il coraggio di seguirli? Forse Communicagroup ? A Shanghai abbiamo messo delle buone basi……….

  2. Massimo dice:

    Benissimo: infilarsi nel trend del Nyotaimori non mi dispiacerebbe.
    Massimo

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