Il podcast cattura i musicisti
Anche se i primi a muoversi sono gli artisti dell’AIM (Association of Independent Music), si tratta di un passo importante per il podcasting. L’AIM, fondata come associazione no-profit nel 1998, raccoglie etichette discografiche indipendenti che costituiscono un quarto dell’intera indistria musicale britannica, e ha deciso di inaugurare una licenza di sei mesi, i cui dettagli saranno pubblicati sul sito di MusicIndie, che permetterà ai podcaster di includere un numero di brani illimitati nelle loro registrazioni senza timore di incorrere in problemi legali. Finora i podcaster hanno utilizzato prevalentemente musica di artisti emergenti pubblicata sotto licenza Creative Commons da siti come PodSafe Music Network e GarageBand.com.
[Via BBC News]
da Jack Ventura
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