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Quanti Internet?

Se avete un po’ di tempo leggetevi con attenzione il post pubblicato oggi da Joi Ito. Si tratta di un’analisi molto interessante relativa al rischio di un involuzione di the internet in the internets. Ovvero la possibilità non così remota che si creino delle comunità chiuse soprattutto nei paesi non anglofoni.
Ad esempio, in Cina e in Giappone questo è già abbastanza diffuso poiché c’è materiale sufficiente in lingua nazionale e gli utenti non amano leggere pagine in inglese. La paura di Joi Ito mi sembra fondata: ciò che nasce come chiave di volta universale (il web) rischierebbe di diventare un elemento di separazione.
E in Italia?
Corriamo lo stesso rischio?

(via Joi Ito)

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lug  05
11
alle 11:39
da unablogger

Ultimo commento:

di il 01/1/70

purtroppo no...
ahimé


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4 Commenti to “Quanti Internet?”

  1. Barbara Martini dice:

    Eh sì, il rischio è molto reale, anche in Italia visto quanto poco è diffusa la nostra lingua nel mondo. Sull’argomento ti segnalo
    il progetto Bridge Blog
    che si propone appunto di creare un indice di quei blog che fanno da ponte tra culture differenti (com’è stato Salam Pax). Ciao!

  2. Anonimo dice:

    grazie mille della segnalazione
    mi sarà molto utile

    ciao

  3. Aghenor dice:

    Beh se credi che in italia ci sia materiale di qualità sufficiente… ;)

  4. Anonimo dice:

    purtroppo no…
    ahimé

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