Berlin Web2.0 Expo – Perla di saggezza numero uno

C’era da immaginarselo. Nonostante la proverbiale capacità organizzativa tedesca si sia alleata con la “macchina da public relations” americana, l’evento appare a tratti un po’ “scollato” e, di certo, tanta carne al fuoco richiede grossi “sacrifici”: inevitabile rinunciare ad almeno cinque panel per ascoltarne uno.
L’unica è “pilluccare” a destra e manca, cercando di raccogliere suggerimenti preziosi. Cominciamo con il seguente. Altri seguiranno con cadenza randomica:
Il tema dello speech in questione è “Business Models for web 2.0 Companies”, titolo altisonante che possiamo tradurre in “bello il web 2.0, ma come si fanno i soldi?”. A metà della sua presentazione lo speaker, Christian Leybold di BV Capital, focalizza così sul video on line:
Why does video work on line?
- Lots of content (user generated, pro-amateurs, hollywood);
- People’s engagement (rating, tagging, etc);
- Huge audience;
- Playback quality increasing (broadband);
- Multiple monetization opportunities, targeting and analytics;
- Good medium for branding messages;
Dopo tale premessa, Leybold va poi al sodo:
How do you monetize your videos?
- Pre- and post-rolls;
- In-video Ads;
- Promotional Contents
- Sponsorships
- Search/display advertising
- Pay Per Views
Il tutto funziona se si tiene presente che:
- Works best with long-form differentiated software;
- Mass UGC harder to monetize than semi-professional and pro content;
- Enviroment and content need to be brand safe;
- 3 seconds instead of 30 seconds ads;
- High CPM’s of $20++ but still small budgets, large brand advertisers.
Detto così sembra quasi facile. E ovviamente non manca l’esempio: Yume networks, azienda specializzata nel “video advertising network built from the ground up that offers a brand safe advertising experience that can be delivered to any device – PC, TV, mobile and more – whether streamed or downloaded.”
da Alessio Jacona
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