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Apple e il co-branding con Twitter: tra retorica e contraddizione

A chi va il merito del successo di Twitter? Ai suoi fondatori Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams? All’idea, folle e geniale, di lasciar raccontare alla gente frammenti della propria vita in 140 caratteri alla volta? Alla diffusione delle connessioni mobili?

No. O almeno non solo: il successo di Twitter è merito anche di Apple. Come rivela infatti un “Pr profile” dai toni un tantino sopra le righe pubblicato sul sito Apple.com, la sede principale della “cinguettante” azienda è una fucina di creatività e successo soprattutto perché pervasa a tutti i livelli da tecnologia hardware e software made in Cupertino. Video, interviste e foto confermano questa affermazione sul sito di Apple, che accompagna tali contenuti e veicola il binomio “Twitter + Apple” ricorrendo puntualmente alla più trita retorica autocelebrativa di cui la comunicazione tradizionale sia capace.

Ora io non voglio dire che l’azienda non abbia il diritto di scrivere il “redazionale” in questione, intitolato “Twitter. Triumph of humanity”. Quello che mi lascia perplesso è vedere ancora oggi come l’entusiasmo per i prodotti Apple resti immune, fuori come dentro la rete (dove le mazzate non si risparmiano generalmente a nessuno), all’intolleranza crescente verso questo tipo comunicazione che resta ingessata, non autentica.

Una comunicazione che stona ancora di più se accostata ad un servizio nuovo ed innovativo come Twitter, parte integrante di quelle tecnologie abilitanti che stanno cambiando il modo degli utenti di parlarsi, scambiare informazioni, discutere di tutto, e che li stanno progressivamente vaccinando contro la retorica del “pezzo” in oggetto.

Altra cosa che stona nella comunicazione (1.0 più che mai) di Apple è che quest’ultima può testimoniare, foto e interviste con i fondatori alla mano, come la propria tecnologia sia puntualmente presente nei processi creativi/produttivi dello staff di Twitter. Invece a Cupertino l’adozione di tecnologie di comunicazione e interazione assimilabili al cosiddetto “web2.0″ è prossima allo zero, fatto salvo un account attivo proprio su Twitter, attraverso cui l’azienda si limita ad aggiornare i followers (ben 67mila al momento) solo ed esclusivamente sugli ultimi contenuti disponibili su iTunes trailers.

Un po’ come dire: Apple è alla base del successo delle aziende che innovano il vostro modo di comunicare ma non fatevi illusioni, perché ne resta del tutto immune.

Voi che ne pensate?

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mag  09
4
alle 09:19
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Massimiliano il 01/1/70

Un sorriso beffardo e ironico mi si stampa in faccia leggendo il tuo post e il redazionale di App...


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Un Commento to “Apple e il co-branding con Twitter: tra retorica e contraddizione”

  1. Massimiliano dice:

    Un sorriso beffardo e ironico mi si stampa in faccia leggendo il tuo post e il redazionale di Apple…
    Perchè? Perchè ho ben fissato in mente ciò che si è detto qualche settimana fa in quel di Forlì a proposito del Web2.0: alla base di tutto ci sono le persone, punto.
    E se non ha ancora ben chiaro quale deve essere l’approccio alle nuove tecnologie, beh, forse Apple rientrerà nell’elenco di aziende che, come diceva Marco (Camisani Calzolari), tra cinque anni chiuderanno i battenti…

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