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Lo stato dell’arte di Digg secondo il fondatore Kevin Rose

Qualche tempo fa, in uno delle tante video-interviste che quest’anno il canale Fox Business US ha realizzato durante un “tour” di tre giorni tra le aziende della Silicon Valley, il fondatore di Digg Kevin Rose ha rivelato dettagli interessanti sullo stato di salute e sul modello di businness della sua azienda. Credo valga la pena recuperare e riportare qui brevemente i passaggi più significativi della sua intervista:

- Digg riceve 1,5 miliardi di “impressions “ al mese attraverso i “bottoni” per votare gli articoli sparsi in giro per la rete su una moltitudine di siti. E il numero di hit cresce a un rate di 100/200 milioni al mese.

- Il modello di business (come Rose aveva già detto a Blogs4biz nel 2007) è sempre e solo l’advertising. Facile – aggiungo io – quando si è uno dei 50 siti più visitati al mondo.

- Chi fa pubblicità su Digg è disposto a pagarla da 10 a 20 volte di più di quello che mediamente un social network riesce a strappare agli inserzionisti.

- Il successo di Digg ha fatto sì che grandi giornali come LAtimes, NYttimes e WSJ chiedessero l’aiuto di Rose&co per capire come fare a non chiudere i battenti. Attualmente Rose e i suoi stanno aiutando queste testate in due modi.
1) Inviano sui loro siti qualcosa come 80 milioni di utenti al mese;
2) fanno formazione rispetto all’uso e alla monetizzazione deelle tecnologie di social networking.

- Il futuro dei giornali non è segnato e la stampa tradizionale non è morta: assisteremo tuttavia ad un “consolidamento” del mercato dove solo i più forti resteranno in piedi.

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giu  09
25
alle 04:29
da Alessio Jacona


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