Approfondimenti

Superchirp, ovvero come veicolare contenuti a pagamento via Twitter

Dicamoci la verità: che i vostri followers ammontino a 10 sparuti amici oppure superino gli 1,7 milioni di accaniti fan (come nel caso di Britney Spears), non tutti i vostri “tweets” (messaggi da 140 caratteri alla volta inviati attraverso il sito di microblogging Twitter) meritano la stessa attenzione. Alcuni riportano informazioni utili o pensieri da incorniciare mentre altri, inevitabilmente, sono noiosi come il manuale di una fotocopiatrice.
Preso atto di questa dolorosa realtà, non avete che due strade da percorrere: “twittare” meno ma twittare meglio, oppure (soprattutto se siete Briteny Spears o un’altra seguitissima celebrità) far pagare coloro che vogliono leggere il flusso dei vostri pensieri migliori, dei vostri “premium Tweets”.
Superchirp – tweets so good they’re worth paying for!” funziona esattamente così: ci si iscrive, si sceglie quanto far pagare per i “contenuti premium” ai propri followers (da 0,99 a 9,99 dollari mensili) e si parte. Il sistema gestisce i pagamenti tramite Paypal (i cui costi per transazione sono a carico di Superchirp), garantisce il 70 per cento degli introiti all’autore e invia agli “abbonati” gli special Tweets sotto forma di messaggi diretti.

Un’idea folle e per certi versi geniale che potrebbe consentire a quei furbacchioni di 83degrees (e a chi si servirà del loro Superchirp) di fare bei soldi sfruttando proprio la fame di “celebrity tweets” che attualmente imperversa tra gli utenti del sito di Micro-blogging. Sempre che il management di Twitter non si svegli dal letargo e decida di
a) realizzare in proprio qualcosa di simile;
b) comprare Superchirp senza tanti complimenti.

In chiusura una domanda: voi paghereste per seguire i premium tweets di qualcuno?
Prima di rispondere fate un bel respiro, immaginate che la celebrità a voi più cara sia contemporaneamente iscritta a Twitter e Superchirp, poi siate onesti e ditemi.

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giu  09
8
alle 07:18
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Stefano Struia il 01/1/70

No, io non pagherei. Non sono d'accordo con questa filosofia "alla Murdoch". Ciao


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Un Commento to “Superchirp, ovvero come veicolare contenuti a pagamento via Twitter”

  1. Stefano Struia dice:

    No, io non pagherei. Non sono d’accordo con questa filosofia “alla Murdoch”.
    Ciao

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