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Youtube alla Casa Bianca, Google non è ancora fuori dai giochi

La recente scelta dell’amministrazione americana di rinunciare all’uso del player di Youtube sul sito della Casa Bianca WhiteHouse.gov – la ragione è preservare la privacy dei cittadini americani – desta oggi la pubblica reazione (un tantino piccata) di Google. Da Mountain View ci tengono infatti a far sapere che, nonostante il passaggio ad un player gestito internamente,  il Governo americano non intenderebbe rinunciare in toto all’uso del servizio di video sharing più popolare al mondo:

Ora non resta che vedere se il Governo USA sospenderà o meno la propria attività di comunicazione anche attraverso i canali in questione che, essendo frequentati da milioni di persone, fanno sì che i cookie di Google (ovvero del fornitore di servizio di turno) traccino i comportamenti di un numero enorme di persone. Nulla di nuovo sotto il sole verrebbe da dire, se non fosse per il fatto che una legge federale vieta espressamente questa pratica se fatta attraverso siti governativi.

Quel che è certo è che il caso specifico solleva tutta una serie di dubbi e riflessioni sul cosiddetto Open Government, rimarcando con forza la differenza che corre tra ciò che può liberamente fare un candidato alla presidenza per comunicare con i propri potenziali elettori, e le limitazioni con cui deve fare i conti un presidente eletto che invece parla a nome di un’intera nazione.

Una questione che dovrebbe interessare anche al presidente della Camera.

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mar  09
4
alle 03:57
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Pelushi » Il caso YouTube alla Casa Bianca: i problemi dell’open government il 01/1/70

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3 Commenti to “Youtube alla Casa Bianca, Google non è ancora fuori dai giochi”

  1. Pelushi » Il caso-YouTube alla Casa Bianca: i problemi dell’open government dice:

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  2. bernardo parrella dice:

    e’ normale che ci siano dei problemi per il nuovo corso di obama anche rispetto alla comunicazione online, impicci non solo di natura tecnico-burocratica e non solo legati a youtube, ovvio, ma di portata ben piu’ ampia;

    l’importante credo rimanga operare comunque con massima trasparenza e apertura, e d’altronde ci sono media, “siti-watchdog” e in fondo l’intero popolo della rete a monitorare, suggerire e intervenire per raddirzzare le cose se del caso;

    ho sintetizzato il tutto sul sul mio blog l’altro giorno, anche rispetto alle ‘net-root’ di obama e a varie riflessioni apparse sui media USA…

  3. Pelushi » Il caso YouTube alla Casa Bianca: i problemi dell’open government dice:

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