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Microsoft e Yahoo! convolano a giuste nozze
Ogni telenovela che si rispetti deve prima o poi avere una conclusione. Una regola d’oro che che trova oggi conferma nel tanto atteso e mille volte rimandato matrimonio tra Microsoft e Yahoo!, divenuto infine realtà. Riassume Techrunch:
Microsoft will power Yahoo Search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ advertisers.
Era ora, verrebbe da dire. E mentre gli esperti di settore iniziano a produrre le prime analisi e azzardano previsioni, chi vuole può ripercorrere le fasi più calde di questa lunga trattativa così come sono state fissate nel tempo sulle pagine di blogs4biz. Basta seguire i link qui sotto.
- Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
- Bye bye Jerry Yang
- Ballmer a Yang: l’acquisizione di Yahoo è acqua passata
- Jerry Yang (Yahoo) chiama Microsoft: “Siamo di nuovo sul mercato”
- Microsoft -Yahoo!, fine delle trattative?
- Microsoft e Yahoo! di nuovo in contatto
- Microsoft rinuncia all’acquisizione di Yahoo!
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer si prepara alla guerra
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer potrebbe ritirare l’offerta di acquisizione
- Yahoo! preferisce Google a Microsoft
- Microsoft – Yahoo, spuntano nuovi player
- Microsoft -Yahoo!, il gioco si fa duro
- Microsoft a Yahoo!: “Non rialzeremo la nostra offerta”
- Yahoo! a Microsoft: valiamo più di quanto ci offrite
- Il rifiuto di Yahoo!, le minacce di Microsoft
- L’accordo Microsoft – Yahoo! tra preoccupazione (di Google) e scetticismo
da Alessio Jacona
I dieci brand più attivi nei social media
Quando si tratta di studi e analisi relativi all’interazione tra aziende e web2.0, il nome di Charlene Li è una garanzia di serietà e accuratezza. Già analista della Forrester e co-autrice del bel libro “L’onda anomala” insieme con Josh Bernoff (nostra vecchia conoscenza), la signora Li torna ora a far parlare di sé pubblicando uno studio che ridefinisce la classifica dei brand più importanti al mondo secondo un parametro del tutto inusuale: il loro grado di partecipazione ai social media. Ecco i primi dieci:
1. Starbucks (127)
2. Dell (123)
3. eBay (115)
4. Google (105)
5. Microsoft (103)
6. Thomson Reuters (101)
7. Nike (100)
8. Amazon (88)
9. SAP (86)
10. Tie – Yahoo!/Intel (85)
Lo studio verifica e analizza la presenza di queste aziende su oltre dieci “canali” inclusi blog, social network come Facebook e Twitter e forum. Definisce 4 tipi di brand (mavens, butterfly, selective, wallflowers) a seconda del loro coinvolgimento dei social media e, probabilmente con troppo ottimismo, mette in diretta relazione l’intensità di tale coinvolgimento con l’aumento o la diminuzione dei ricavi annunciati negli ultimi 12 mesi dalle aziende oggetto dell’analisi.
Gmail, Calendar e gli altri sono fuori dalla fase di beta
Gmail, Google Calendar, Google Docs, e GTalk diventano finalmente adulti ed escono da uno stato di beta che sembrava ormai destinato a restare permanente. Non è cosa da poco, specie se si considera che Gmail, giusto per citare il servizio più popolare dell’azienda di Mountain View dopo il motore di ricerca con 146 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo, era in beta da circa 5 anni.
Il gesto, che a dire il vero per l’end-user cambia ben poco a parte il logo dei vari servizi, si deve soprattutto a ragioni di immagine e di marketing: in primo luogo, Google non poteva più nascondersi dietro la comoda label “beta”, il cui principale significato è “siamo in una fase di test: se qualcosa fa storto e perdete del lavoro, non dite che non vi avevamo avvertito e comunque non venite a prendervela con noi”. I suoi servizi sono ormai fin troppo maturi e raggiungono un tale numero di persone che era davvero giunta l’ora di prendersi qualche responsabilità in più.
In secondo luogo, Google ha deciso già da un po’ di far pagare la suite Google Apps alla clientela business 50 dollari all’anno. Una scelta che sarebbe risultata difficilmente spiegabile ai diretti interessati se Gmail&co fossero risultate ancora ufficialmente in fase di test.
Per la cronaca, attualmente le google apps nella versione a pagamento servono circa 2 milioni clienti business e generano ricavi per centinaia di milioni di dollari.
da Alessio Jacona
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di Best of Week #28 | Gioxx's Wall il 01/1/70
Myspace taglia due terzi dello staff internazionale. Ripercussioni anche in Italia
Fino a ieri, lo staff di MySpace International contava circa 450 dipendenti. Oggi dal social network di proprietà di Rupert Murdoch fanno sapere che ben 300 di loro se ne torneranno a casa, vittime di quella severa politica di ristrutturazione che solo un mese fa aveva già determinato il licenziamento di 400 dipendenti negli USA.
Le ragioni che hanno portato alla ristrutturazione sono da ricercarsi nella pessima congiuntura economica internazionale, nella sempre più pressante concorrenza di altri social network come Facebook, ma anche e soprattutto nelle recenti scelte di Google: l’azienda di Mountain View ha infatti reso noto che non rinnoverà l’accordo pubblicitario con MySpace in scadenza nel 2010 alle stesse condizioni in vigore ora (300 milioni di dollari all’anno). Sul piatto c’è per ora una proposta molto più “modesta”, pari a circa 50 milioni di dollari all’anno.
Per la cronaca, leggendo il comunicato stampa ufficiale si scopre che la ristrutturazione dovrebbe interessere anche la sede Italiana di MySpace:
Under the proposed plan, MySpace would place all existing offices in Argentina, Brazil, Canada, France, India, Italy, Mexico, Russia, Sweden, and Spain under review for possible restructure.
da Alessio Jacona
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di Best of Week #26 | Gioxx's Wall il 01/1/70
Digg farà votare agli utenti anche la pubblicità online
Mettiamo il caso che voi abbiate un sito frequentato da 36 milioni di utenti unici al mese, che il vostro unico modello di business sia basato sulla pubblicità on line (su piattaforma Microsoft) e che i vostri utenti siano per la maggior parte abituati a caricare e votare i contenuti che poi voi diffondete.
Se queste condizioni sono tutte vere contemporaneamente, allora non c’è dubbio: vi chiamate Kevin Rose, siete i creatori del sito di “editoria sociale” Digg.com e vi state apprestando a compiere un passo importante (nonché pericoloso) nella vostra carriera, ovvero cambiare il modo di fare pubblicità on line.
Questi i fatti: a Digg si lavora alacremente per ultimare e mettere online una nuova “advertisement platform” che, da un lato, consentirà a Rose&Co di gestire in autonomia la pubblicità su Digg mentre, dall’altro, darà la possibilità agli utenti del sito di votare anche la pubblicità oltre che le notizie.
Avete capito bene: si potranno votare le inserzioni presenti su Digg che, peraltro, appariranno mischiate ai contenuti informativi veri e propri, pur restando facilmente distinguibili da quest’ultimi (assicurano da Digg) grazie a precise scelte grafiche.
E non è tutto: votare una pubblicità non significherà solo determinarne la visibilità sul sito, ma consentirà agli utenti di influenzare direttamente la spesa degli inserzionisti. Traducendo, le pubblicità più popolari costeranno meno ai committenti, che avranno sconti in proporzione al numero di voti positivi ottenuti. Viceversa, i voti negativi renderanno lo spot progressivamente più costoso per gli inserzionisti meno fortunati.
Insomma, Kevin Rose sembra pensare che, se proprio deve essere la pubblicità a mantenere il suo business, che questa almeno sia gradita al suo pubblico. Per non parlare del fatto che, con un sistema come questo a regime, Digg potrà fornire agli advertisers dati in tempo reale sull’efficacia dei loro messaggi pubblicitari. Un esperimento affascinante e rischioso se si considera che gli inserzionsiti “bocciati” potrebbero disertare Digg mentre quelli di successo, visti gli sconti previsti, potrebbero rivelarsi poco remunerativi per l’azienda.
Staremo a vedere. Intanto mi sembra giusto ricordare che l’idea di far votare le pubblicità agli utenti non è nuova: ci aveva pensato già nel 2005 il diabolico Calacanis con Focus-Ads, iniziativa interessante ma dalla vita assai breve.
da Alessio Jacona
Il Working Capital Camp approda a Roma
Dopo il suo recente debutto a Catania, approda domani a Roma il tour del Working Capital Camp. A partire dall 14.00 l’evento, che si svolgerà alla Luiss subito dopo il Techgarage ‘09, si articolerà in una ravola rotonda di un’ora seguita da due ore di minibarcamp. Durante quest’ultimo le presentazioni avranno luogo secondo una formula simil-Ignite e cioè:
ogni relatore avrà a disposizione cinque minuti e 20 slide, ognuna delle quali verrà proiettata per 15 secondi. Le persone che hanno annunciato di volersi cimentare con questa inusuale formula sono più di 20
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La tavola rotonda avrà per tema l’innovazione e vedrà la partecipazione di:
- Salvo Mizzi, responsabile Internet Media e Comunicazione Digitale gruppo Telecom Italia;
- Vincenzo Boccia, vicepresidente nazionale di Confindustria Piccola Industria;
- Nadio Dellai, sociologo;
- Roberto Cotroneo, scrittore.
La tavola rotonda è moderata dal sottoscritto. Se la cosa vi interessa, ci vediamo lì.
Per saperne di più:
- Consulta il programma dell’evento
da Alessio Jacona
Parlamento, bocciata la legge “ammazza Facebook”
Certo ricorderete lo scandalo e la preoccupazione destati pochi mesi fa dall’approvazione in Senato dell’emendamento D’Alia, meglio noto come emendamento “ammazzaFacebook”. Bene, la buona notizia di oggi è che l’art. 60 del DDL n. 2180, giudicato da più parti come una vera e propria minaccia alla libertà della rete, è stato abrogato ieri dal Parlamento italiano quando questo ha votato a favore del contro-emendamento Cassinelli.
Nel rallegrarmi con voi della buona nuova, approfitto per ricordare che, a fine Febbraio, l’ottimo Alessandro Gilioli aveva organizzato nella sede dell’Espresso una tavola rotonda su questo tema alla quale hanno partecipato nell’ordine: i deputati Antonio Palmieri (l’esponente del Pdl più attento ai problemi della Rete) e Roberto Cassinelli (Pdl, autore del controemendamento sulla proposta D’Alia), il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, Guido Scorza (docente di Diritto delle nuove tecnologie e autore oggi di un bel pezzo su PI), blogger italiani Mattina,Napolitano, Parisi, Sofi, Zambardino nonché il sottoscritto.
Tutte le informazioni e le risorse relative a quell’incontro, compreso il link ai video girati per l’occasione dalla redazione dell’Espresso, sono disponibili su questo post.
Infine, Mantellini segnala la nascita di “un gruppo di parlamentari di entrambi gli schieramenti vicini alle tematiche delle nuove tecnologie”.
Tutto molto bello. Ora mi domando soltanto se la Carlucci augurerà anche a loro (come ha fatto con Gilioli) di vedere figli e nipoti cadere nelle mani dei pedofili a causa di Internet
da Alessio Jacona
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di Parlamento, bocciata la legge “ammazza Facebook” | Blogs4biz.info il 01/1/70
Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
Forse l’interminabile telenovela che da tempo vede protagonisti il gigante del software (proprietario) Microsoft e il motore di ricerca/portale Yahoo! sta per giungere finalmente alla fine.
Dopo mesi di tira e molla, rilanci, incontri e scontri che sono costati la poltrona di CEO al fondatore di Yahoo! Jerry Jang, oggi i media americani danno conto di un colloquio “face to face” tra Carol Bartz (nuovo CEO Yahoo!) e Steve Ballmer (CEO MS), durante il quale si sarebbe parlato di un potenziale “search and advertising deal” tra le due aziende.
Secondo Kara Swisher, i due amministratori delegatu avrebbero appena avviato il confronto e non ci sarebbe ancora nulla di definito. L’unica cosa che sembra invece essere certa (ma non può mai dire) è che l’ipotesi dell’acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft sarebbe definitivamente tramontata in favore di accordi commerciali meno vincolanti e (forse anche) più remunerativi.
da Alessio Jacona
Venice Sessions – Il futuro e il suo racconto
Domani, 31 marzo, avrà luogo a Venezia la seconda edizione di Venice Sessions, “progetto di ricerca sul futuro e sulle sue conseguenze” nato dalla collaborazione tra Telecom Italia e Nova24 – Il Sole 24 ore, con il contributo dei curatori Luca De Biase e Giuliano da Empoli.
“Uno spazio in cui alcune menti sorprendenti si riuniscono e si confrontano su temi tanto affascinanti quanto non definibili a priori: l’innovazione, le idee che cambiano la realtà, il racconto del futuro”.
L’evento, intitolato “Il futuro e il suo racconto”, sarà ospitato dal Future Centre di Telecom Italia, e avrà tra gli speaker della nuova Session, il sociologo e scrittore francese Christian Salmon, la scienziata Ilaria Capua, l’artista Goffredo Haus, Alessandro Baricco, i filosofi Stefano Moriggi e Maurizio Ferraris, gli uomini di impresa Andrea Pontremoli e Federico Di Chio.
Interverranno “live” alcuni blogger (compreso il sottoscritto) e altri protagonisti della Generazione Internet italiana, per continuare insieme il percorso di ricerca con nuove riflessioni sul tema della narrazione. Tutto con la sapiente guida di Luca de Biase e del team di Nòva, e gli spunti di Giuliano “Canton Express” Da Empoli.
Per saperne di più:
da Alessio Jacona
Il 31 marzo è Web@lfemminile
Web@lfemminile è una “maratona online” sul tema delle Pari Opportunità, una 24 ore non stop di dibattiti e interviste dedicate alle donne che, il prossimo 31 marzo, giungerà alla sua seconda edizione:
“Un evento lungo un giorno interamente web based sul sito www.webalfemminile.it, in cui referenti del mondo istituzionale, delle aziende, della pubblica amministrazione, del mondo scolastico, del terzo settore, dei media e i cittadini, saranno chiamati a dare il proprio contributo sul tema del “gender gap”. 24 ore per confrontarsi su un modello di sviluppo e sulle linee di intervento in cui la donna può dare un importante contributo socio-culturale nell’approccio ai problemi e alle possibili soluzioni; 24 ore di approfondimenti sul ruolo della donna in ambito lavorativo, in relazione al nostro contesto industriale e organizzativo; 24 ore per illustrare le opportunità offerte dalla tecnologia che, sempre più accessibile, porta benefici concreti nella vita personale e professionale delle donne. “
L’iniziativa nasce nel 2008 grazie a futuro@lfemminile, progetto di responsabilità sociale realizzato da Microsoft Italia in collaborazione con ACER, e quest’anno offrirà ai “navigarori” che vorranno partecipare:
- Canali tematici dedicati “Donne e…” (una decina di canali tra cui donne e lavoro, donne e tecnologia, donne e sociale, donne e pubblica amministrazione, donne e bellezza, donne e sport, donne e e-commerce…) che spaziano dagli argomenti sensibili a quelli più leggeri per offrire una panoramica a 360 gradi dell’universo femminile;
- Dibattiti: il cuore dell’iniziativa 2009, 4 dibattiti che vedranno impegnati personaggi dell’informazione, dello spettacolo, esperti e gente comune confrontarsi su Donne e lavoro, donne e famiglia, donne e amore, donne e tecnologie del futuro; i temi chiave i cui la tecnologia può fare la differenza per contribuire a realizzare nuovi scenari nel “futuro al femminile”
Se l’argomento e l’iniziativa sono di vostro interesse, sono disponibili ulteriori e più dettagliate informazioni sul sito ufficiale della manifestazione.
Fin qui, la semplice segnalazione. In chiusura, una critica: ho visionato i video con cui vari manager e responsabili delle aziende coinvolte nell’iniziativa raccontanto la loro visione sul tema “Donne e tecnologia, l’alleanza per un futuro migliore” presentano l’evento del 31 marzo. Il problema non è quello che dicono, anche condivisibile.
Il problema risiede sia nel modo in cui sono girati i video (tono, location, linguaggio e persino il vestire a volte troppo formale e comunque un po’ troppo ingessato), sia nel modo in cui sono montati (gli stacchi tra un “paragrafo” e l’altro suonano a volte come veri e propri spot martellanti dei prodotti “cari” al parlante di turno, invece che immagini di commento sulle Pari Opportunità).
Troppa formalità e troppo marketing, che di certo non giovano alla comunicazione online di una (pur encomiabile) iniziativa di CSR.
da Alessio Jacona
Ultimo commento:
di Bagheria – Web@lfemminile: domani la 24ore nonStop. Bagheria al femminile partecipa? il 01/1/70








