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Microsoft e Yahoo! convolano a giuste nozze
Ogni telenovela che si rispetti deve prima o poi avere una conclusione. Una regola d’oro che che trova oggi conferma nel tanto atteso e mille volte rimandato matrimonio tra Microsoft e Yahoo!, divenuto infine realtà. Riassume Techrunch:
Microsoft will power Yahoo Search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ advertisers.
Era ora, verrebbe da dire. E mentre gli esperti di settore iniziano a produrre le prime analisi e azzardano previsioni, chi vuole può ripercorrere le fasi più calde di questa lunga trattativa così come sono state fissate nel tempo sulle pagine di blogs4biz. Basta seguire i link qui sotto.
- Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
- Bye bye Jerry Yang
- Ballmer a Yang: l’acquisizione di Yahoo è acqua passata
- Jerry Yang (Yahoo) chiama Microsoft: “Siamo di nuovo sul mercato”
- Microsoft -Yahoo!, fine delle trattative?
- Microsoft e Yahoo! di nuovo in contatto
- Microsoft rinuncia all’acquisizione di Yahoo!
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer si prepara alla guerra
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer potrebbe ritirare l’offerta di acquisizione
- Yahoo! preferisce Google a Microsoft
- Microsoft – Yahoo, spuntano nuovi player
- Microsoft -Yahoo!, il gioco si fa duro
- Microsoft a Yahoo!: “Non rialzeremo la nostra offerta”
- Yahoo! a Microsoft: valiamo più di quanto ci offrite
- Il rifiuto di Yahoo!, le minacce di Microsoft
- L’accordo Microsoft – Yahoo! tra preoccupazione (di Google) e scetticismo
da Alessio Jacona
Sony Music Entertainment rinnova l’accordo con Youtube
Prima fra le etichette discografiche, Sony Music Entertainment ha rinnovato gli accordi che disciplinano i rapporti con il portale video Youtube di proprietà di Google.
L’accordo, del quale ha dato notizia il blog di All Things Digital e i cui termini non sono stati resi noti, farà sì che la musica di artisti come Bruce Springsteen e Beyonce possano restare sul sito di video sharing più popolare al mondo.
Scrive Peter Kafka di Mediamemo:
“It’s unclear what the final deal terms are, but people familiar with the matter tell me that the negotiations revolved around three components: an upfront payment from YouTube to Sony, the minimum amount Sony will receive each time someone plays a Sony video on the site, and the way the two sides will split revenue generated by any of the label’s videos.”
Unica vera pecca: i contenuti musicali targati soni non consentiranno l’embedding, ovvero non permetteranno di essere ripubblicati in altri siti, social network e blog. Un grave errore davvero.
da Alessio Jacona
Google interrompe la partnership commerciale con Yahoo!
Lo scorso 4 maggio scrivevo:
Alla fine Ballmer fa marcia indietro. Dopo averle tentate tutte, compresa l’aggiunta di ben 5 miliardi di dollari sul piatto dell’offerta d’acquisizione di Yahoo! (già pari a 44,6 miliardi), l’ennesimo rifiuto del board of directors di Sunnyvale lo costringe alla resa. E intanto c’è già chi si interroga su come Microsoft impiegherà i quasi 50 miliardi di dollari che gli rimangono in tasca inutilizzati, suggerendo possibili obiettivi come AOL o Facebook.
Sono passati solo sei mesi da quando l’azienda di Redmond se ne tornava a casa con le pive nel sacco e un soddisfatto Jerry Jang (CEO Yahoo) brindava allo scampato pericolo di acquisizione.
Sei mesi nei quali l’azienda di Sunnyvale ha avuto il tempo di stringere un lucroso accordo commerciale con Google (che puntava essenzialmente ad evitare la fusione di cui sopra) per poi vederlo svanire nel nulla.
“The search partnership that helped “save” Yahoo! from being acquired by Microsoft is now officially dead”, scrive oggi Silicon Alley Insider. Yahoo! può dire addio a ricavi stimati in 800 milioni di dollari l’anno, aggiungo io.
Nubi nere si addensano insomma all’orizzonte dell’azienda di Sunnyvale, cui non resta che sperare in un ritorno di Microsoft al tavolo delle trattativae per la fusione. Trattative che, se pur dovessero davvero riprendere, vedrebbero comunque Yahoo! in una posizione assai più scomoda che non sei mesi fa, ai tempi del “grande rifiuto”.
Sinceramente, non vorrei essere nei panni di Jerry Yang.
da Alessio Jacona








