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Il (sedicente) blog del governatore Schwarzenegger
Qualche giorno fa scrivevo a proposito del “blog” della Casa Bianca:
La buona notizia è che la Casa Bianca ha un blog, The Briefing Room, inaugurato il giorno stesso dell’insediamento di Barak Obama quasi a voler sottolineare l’aria di rinnovamento (anche tecnologico) che tira a Washington.
La cattiva notizia è che il suddetto blog è una bella porcheria e subito induce ad augurarsi con forza un radicale “change we can believe in”.
Alcuni degli stessi gravi difetti che hanno ispirato il mio (impietoso) giudizio, più qualche impagabile cialtroneria aggiuntiva, li ritroviamo nel Blog dell’Office of the Governor della California.
Anche qui, il blog è poco più di una sottopagina del sito ufficiale dell’Office, è privo di qualsiasi strumento di interazione (niente commenti o trackback a parte un indirizzo mail generico), a malapena dispone di feed rss e categorie. A ben guardare, manca persino il motore di ricerca dedicato.
Apprezzabile invece la scelta di integrare nel titolo di ogni post nome, mansione e foto dell’autore. Peccato che poi non esista la possibilità di consultare con semplice click del mouse tutti i post scritti da quello specifico autore, o che non ci sia una pagina dedicata con le short-bio di tutti coloro che editano il blog.
Parlavo poi di piccole “cialtronerie”: analizzando il template della pagina si incontra la dicitura “recent blogs” e, inizialmente, essa mi aveva fatto pensare che la pagina fosse un aggregatore dei vari blog editi da diversi autori interni all’amministrazione californiana. Stessa cosa dicasi per l’etichetta “more blogs” alla fine della pagina, cliccando la quale si accede a contenuti più vecchi.
Invece no: chi ha creato la pagina ha scambiato la parola “blogs” con “posts”, mostrando così di non avere le idee molto chiare.
Due parole a parte merita la questione dei commenti: come dicevo, qui come già nel caso del blog della Casa Bianca, si ripropone la contraddizione per cui si cerca un dialogo con gli elettori ma si elimina il principale strumento di interazione con loro.
- E’ vero: gestire i commenti su un sito istituzionale non è la stesa cosa che farlo su quelli di un candidato in corsa alle elezioni. Nel secondo caso a parlare è l’uomo, mentre nel primo tutto ciò che viene detto dagli utenti, così come le risposte che ad essi vengono date, sono sotto la diretta responsabilità dell’istituzione rappresentata dal blog (il governo USA nel caso di Obama, il governo della California nel caso di Schwarzenegger). In entrambe le situazioni, gestire la conversazione non sarebbe cosa banale.
- Ciò detto, il blog è e resta uno strumento di pubblicazione online che trae senso, forza e successo dalla conversazione che è in grado di generare e supportare con pochi e semplici strumenti tecnici. Eliminarne alcuni (o persino tutti come nel caso di WhiteHouse.gov) significa sacrificare il blog (e le potenzialità comunicative che esso porta in dote) per creare l’ennesima pagina internet.Magari funziona, ma è un’altra cosa.
Tutto questo per dire: che si tratti di Istituzioni o di un’azienda, se si sceglie di bloggare è il caso di farlo fino il fondo, sensa ripensamenti e trovando quando serve soluzioni nuove per problemi nuovi. Riempirsi la bocca di “web2.0″ per mascherare vecchia comunicazione non solo non ha senso, ma è anche assai controproducente.
Infine una chicca: vi lascio con questo video del governatore Arnold “Commando” Schwarzenegger che si rivolge, peraltro con fare molto accattivante, ai suoi elettori. Guardandolo, ho faticato non poco a convincermi che non fosse un nuovo trailer hollywoodiano.
da Alessio Jacona
Ultimo commento:
di Big Ass Save Button il 01/1/70









