Posts Taggati come ‘licenziamenti’

Approfondimenti

IBM licenzia negli USA, si espande in India

La notizia èche altri 5mila dipendenti IBM se ne andranno a casa. Seguiranno il destino toccato in giugno a 4600 loro colleghi e prima ancora, a molti altri.

Gli ultimi licenziamenti programmati dal colosso tecnologico americano dipendono in parte dalla fine di alcuni contratti, in parte dal fatto che l’azienda sta da tempo sistematicamente trasferendo in India le proprie attività, tagliando contemporaneamente posti di lavoro negli States.

Su circa 385mila dipendenti di Big Blue, nel 2009 ben il 71 per cento risiede ed opera fuori dai confini americani, contro il 65 per cento del 2006.

Come già accennato, molte delle posizioni lavorative interessate dai licenziamenti non sono state chiuse, ma semplicemente trasferite in India. In molti casi, i dipendenti “congedati” hanno dovuto  addirittura formare i nuovi “colleghi” assunti per sostituirli prima di ricevere il benservito.

Molto umano, non c’è che dire.

Per saperne di più:

- The Wall Street Journal: “IBM to Cut U.S. Jobs, Expand in India

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mar  09
27
alle 09:08
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Dario il 01/1/70

Anche in Italia Ibm lascia a casa 11 giovani laureati dopo 30 mesi di formazione in apprendistato...

Approfondimenti, Notizie

La crisi fa bene a LinkedIn

C’era da spettarselo. La crisi economica planetaria ha colpito e colpisce duro ovunque nel mondo, senza risparmiare quasi nessun settore emercato.

In tale, disarmante contesto, si moltiplica a dismusura il numero di professionisti “buttati a mare” dalle troppe aziende in ristrutturazione, secondo un copione  già visto e rivisto in passato.

Con una differenza: oggi, nell’era del web 2.0, molti di quei professionisti rimasti a piedi hanno un profilo e gestiscono una rete di contatti sul LinkedIn, forse il più grande social network professionale al mondo, che proprio per questo conosce in questi ultimi tempi un notevole incremento del traffico e dell’attività di networking.

Secondo quanto riferisce Comscore, il numero di visitatori unici statunitensi sul sito è cresciuto del 22% nel solo mese di gennaio (dai 6,3 milioni di dicembre a 7,7 milioni), mentre il tempo trascorso sul sito dall’utenza è addirittura raddoppiato (da 47,6 a 96,8 milioni di minuti).

People search, il motore di ricerca interno al sito rinnovato lo scorso novembre, ha visto a sua volta un incremento dell’utilizzo pari al 50% netto.

Le dinamiche sociali che si celano dietro questi dati appaiono spiegabili con un po’ di buon senso: gli utenti di LinkedIn si adoperano sempre di più nella ricerca di opportunità per sé o per amici/colleghi che necessitano il loro aiuto, sottolineando l’ennesima volta quanto la conoscenza dei social network, la comprensione dei meccanismi che li regolano e la presenza su alcuni di essi non sia più solo un giochetto da adolescenti.

Peccato solo non poter sapere quanti alla fine riescano realmente a ritrovare un lavoro e, con esso, un futuro.

Via

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feb  09
15
alle 01:06
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Luca Zambrelli il 01/1/70

Certo che fa bene! ma a tutti. Aguzza l'ingegno. Screma il mercato. Potenzia le creatività. Ema...

Approfondimenti

Hi-tech, Cisco taglia 3mila posti

L’ultima in ordine di tempo ad annunciare licenziamenti e terrorizzare i mercati era stata Panasonic: il colosso giapponese, colpito assai duramente dalla crisi, aveva infatti annunciato nelle scorse ore 15mila licenziamenti e la chiusura di 27 fabbriche in tutto il mondo. Un’ecatombe.

Apparentemente meno grave (ma pur sempre degna di nota) è la situazione di Cisco: ufficialmente, l’azienda non era e non sarebbe intenzionata a licenziare nessuno. In pratica, entro un mese da oggi 2mila dipendenti su 67mila totali se ne saranno tornati a casa (altri mille hanno già avuto il ben servito nel passato recente).

E’ giusto ricordare che quelli in corso nel gigante tecnologico non sono i soliti, brutali tagli al personale per ridurre i costi: al contrario, il CEO John Chambers ha intrepreso la strada della “ristrutturazione” e del “riallineamento”, che tradotto significa spostare le risorse utili in contesti dove possano produrre meglio e tagliare posti dove il business è senza speranza.

Un’operazione chirurgica, mirata, messa in pratica con un progetto di rilancio in testa,  è di certo meno dolorosa e lascia meno segni sul “paziente” che non indiscriminati e precipitosi “taglio da macellaio”.

Tuttavia, sempre di licenziamenti si tratta. E siamo solo a febbraio.

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feb  09
5
alle 02:54
da Alessio Jacona

Notizie

Microsoft manda a casa 5mila persone

Una ventina di giorni fa circolavano voci secondo le quali Microsoft avrebbe mandato a casa ben 15mila persone su 90mila in forze all’azienda. Dopo varie smentite, da Redmond hanno infine fatto sapere che i “layoff” ci saranno, ma interesseranno “solo” 5mila unità.

Alcune cose da notare:

1) E’ la prima volta nella sua storia che Microsoft ricorre a licenziamenti per fronteggiare una crisi economica.

2) Come fa notare Elizabeth Montalbano, salute e prosperità dell’azienda sono ancora troppo dipendenti dal business incentrato sulla vendita di Windows nelle sue varie declinazioni, attualmente affossata dal calo di vendite dei pc registrato a livello planetario. Lo sforzo fatto finora a Redmond per diversificare le attività commerciali va nella direzione giusta, ma non è ancora abbastanza.

3) Parlando della crisi, Steve Ballmer ha fornito una quadro della situazione assai poco incoraggiante, esponendo la tesi che non ci sarà un rimbalzo e il settore non tornerà (almeno nel breve periodo) prospero come un tempo:

“As things go down, they reset. The economy shrinks and then it doesn’t rebound, it rebuilds from a lower base. We’re not expecting a bounce.”

4) Subito gli ha fatto eco il Ceo di Google Eric Schmidt, che pur presentando un altro trimestre chiuso dalla sua azienda ben al di sopra delle aspettative, ha nuovamente espresso preoccupazione per i mesi a venire. Non si è tuttavia parlato di licenziamenti.

5) I tagli al personale (1400 dei quali effettivi a partire da subito) verranno scaglionati nei prossimi 18 mesi, interessaranno tutte le divisioni di business e colpiranno soprattutto la sede di Seattle, dove lavora la maggior parte del personale Microsoft.

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gen  09
23
alle 12:21
da Alessio Jacona

Notizie

New Economy, da Paese delle Meraviglie a Terra Desolata

Tagliare i costi. Riorganizzare. Ottimizzare. Non passa giorno senza che la stampa annunci nuovi licenziamenti (effettivi o rivelati come prossimi dai soliti anonimi bene informati) che come una mannaia si abbattono sui lavoratori della new economy.

Esempio 1: partiamo con qualcosa di semplice. A ottobre Loic Le Meur, ex responsabile di Six Apart Europe ed oggi CEO di Seesmic, annuncia il licenziamento di sette dipendenti. Quisquilie direte voi. E’ un terzo del suo staff, rispondo io.

Esempio 2: nel corso di tutto 2008 Nick Denton, praticamente l’inventore nano-publishing con Gawker.com nonché il primo a trarne guadagni di assoluto rilievo, ha provveduto in varie riprese a chiudere i blog meno produttivi. I vari editor sono stati a volte riassorbiti nei blog ancora funzionanti, più spesso “reimmessi” sul mercato. E questo nonostante gli introiti pubblicitari per Gawker siano cresciuti del 39 per cento nel 2008.

Esempio 3: la cronaca più recente racconta di “riorganizzazioni” da numeri a 3, 4 e persino 5 cifre. Sun Microsystems, per citare qualcuno, deve “sacrificare” ben 6000 persone, circa il 18 per cento della sua forza lavoro, nel processo di ristrutturazione che ne dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) salvare le sorti.

Esempio 4: che dire poi di Yahoo!? Il motore di ricerca uscito con le ossa rotte dalla “danza della morte” con Microsoft e Google ha comunicato già ad ottobre il licenziamento di circa 1500 persone, ovvero il 10 per cento della propria forza lavoro.

Esempi 5 e 6: La cronaca di queste ore è ancora meno incoraggiante delle premesse. Da un lato c’è Microsoft, che voci insistenti (seppur non confermate) vogliono prossima a licenziare 15mila dipendenti su 90mila, la maggior parte dei quali distribuiti tra Europa, Medio Oriente e Africa.

Dall’altro c’è il gigante (dai piedi d’argilla) Sony che – rivela The Times – sarebbe ad un passo da una radicale ristrutturazione che dovrebbe lasciare a terra non meno di 8mila dipendenti.

L’elenco potrebbe andare avanti a lungo, ma la sostanza non cambia: la crisi c’è, sta investendo pesantemente il mondo Hi-Tech e sta producendo un numero assai preoccupante di disoccupati prima ancora che – come mi suggeriva ottimista Tim O’Reilly – “eliminare i rami secchi del web 2.0“.

Il fatto che fosse stata abbondantemente prevista non consola. Cosa ancora peggiore, preoccupano persino le prospettive di spesa per il 2009 degli un tempo voraci consumatori americani, in barba alla pompa magna di eventi come CES e MacWorld, ormai privi della loro vera ragion d’essere.

Ci aspettano tempi duri.

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gen  09
5
alle 06:43
da Alessio Jacona

Notizie

LinkedIn manda a casa il 10% dei dipendenti

Anche LinkedIn, social network professionale che raccoglie oltre 30 milioni di professionisti sparsi in tutto il mondo, “tira la cinghia” ed effettua tagli al personale. Vanno infatti a casa 36 dipendenti su 370, vale a dire circa il 10 per cento della forza lavoro impiegata.

Una scelta dettata – riferisce Techcrunch – dalle pressioni che l’onnipresente Sequoia Capital, principale finanziatore di LinkedIn, ha esercitato ed esercita affinché si riducano al minimo i costi di gestione.

Vista da questa parte dell’oceano, e sopratutto da questo inaffidabile Paese, tale operazione di consolidamento colpisce soprattutto perché arriva subito dopo una raccolta fondi che ha riversato 22,7 milioni di dolari nelle casse di LinkedIn, denaro che si somma ai 53 milioni di dollari raccolti solo lo scorso giugno e che contribuisce a stabilire il valore dell’azienda intorno al miliardo di dollari.

Non abbastanza, evidentemente, per dissuadere i finanziatori dall’applicare una severa politica di consolidamento del business finalizzata a contrastare la tempesta che sferza tutti i mercati del pianeta.

Una lezione che qui da noi più di qualcuno farebbe bene ad imparare.

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nov  08
6
alle 03:02
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di gluca il 01/1/70

beh, in genere qui i tagli son sempre apprezzati e sostenuti. purche' riguardino 'ben altro' e gl...