Posts Taggati come ‘microsoft’

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Microsoft e Yahoo! convolano a giuste nozze

Ogni telenovela che si rispetti deve prima o poi avere una conclusione. Una regola d’oro che che trova oggi conferma nel tanto atteso e mille volte rimandato matrimonio tra Microsoft e Yahoo!, divenuto infine realtà. Riassume Techrunch:

Microsoft will power Yahoo Search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ advertisers.

Era ora, verrebbe da dire. E mentre gli esperti di settore iniziano a produrre le prime analisi e azzardano previsioni, chi vuole può ripercorrere le fasi più calde di questa lunga trattativa così come sono state fissate nel tempo sulle pagine di blogs4biz. Basta seguire i link qui sotto.

- Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
- Bye bye Jerry Yang
- Ballmer a Yang: l’acquisizione di Yahoo è acqua passata
- Jerry Yang (Yahoo) chiama Microsoft: “Siamo di nuovo sul mercato”
- Microsoft -Yahoo!, fine delle trattative?
- Microsoft e Yahoo! di nuovo in contatto
- Microsoft rinuncia all’acquisizione di Yahoo!
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer si prepara alla guerra
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer potrebbe ritirare l’offerta di acquisizione
- Yahoo! preferisce Google a Microsoft
- Microsoft – Yahoo, spuntano nuovi player
- Microsoft -Yahoo!, il gioco si fa duro
- Microsoft a Yahoo!: “Non rialzeremo la nostra offerta”
- Yahoo! a Microsoft: valiamo più di quanto ci offrite
- Il rifiuto di Yahoo!, le minacce di Microsoft
- L’accordo Microsoft – Yahoo! tra preoccupazione (di Google) e scetticismo

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lug  09
29
alle 07:56
da Alessio Jacona

Approfondimenti

Stati Uniti, Bing guadagna consensi

Nonostante la rete pulluli di commenti sarcastici (come questo) sulla scelta del nome, il nuovo motore di ricerca targato Microsoft sembra guadagnare rapidamente consensi tra gli utenti americani. Una ricerca appena pubblicata da Comscore rivela infatti che, nei giorni che vanno dal 25 maggio al 12 giugno, la quota percentuale di ricerche fatte con Bing è passata dal 9,1 al 12,1 per cento, recuperando ben tre punti percentuale sulla concorrenza in poco più di due settimane.

via

comscore-microsoft-bing-site-search-performance-june-2009

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giu  09
23
alle 03:55
da Alessio Jacona

Notizie

Digg farà votare agli utenti anche la pubblicità online

Mettiamo il caso che voi abbiate un sito frequentato da 36 milioni di utenti unici al mese, che il vostro unico modello di business sia basato sulla pubblicità on line (su piattaforma Microsoft) e che i vostri utenti siano per la maggior parte abituati a caricare e votare i contenuti che poi voi diffondete.

Se queste condizioni sono tutte vere contemporaneamente, allora non c’è dubbio: vi chiamate Kevin Rose, siete i creatori del sito di “editoria sociale” Digg.com e vi state apprestando a compiere un passo importante (nonché pericoloso) nella vostra carriera, ovvero cambiare il modo di fare pubblicità on line.

Questi i fatti: a Digg si lavora alacremente per ultimare e mettere online una nuova “advertisement platform” che, da un lato, consentirà a Rose&Co di gestire in autonomia la pubblicità su Digg mentre, dall’altro, darà la possibilità agli utenti del sito di votare anche la pubblicità oltre che le notizie.
Avete capito bene: si potranno votare le inserzioni presenti su Digg che, peraltro, appariranno mischiate ai contenuti informativi veri e propri, pur restando facilmente distinguibili da quest’ultimi (assicurano da Digg) grazie a precise scelte grafiche.
E non è tutto: votare una pubblicità non significherà solo determinarne la visibilità sul sito, ma consentirà agli utenti di influenzare direttamente la spesa degli inserzionisti. Traducendo, le pubblicità più popolari costeranno meno ai committenti, che avranno sconti in proporzione al numero di voti positivi ottenuti. Viceversa, i voti negativi renderanno lo spot progressivamente più costoso per gli inserzionisti meno fortunati.

Insomma, Kevin Rose sembra pensare che, se proprio deve essere la pubblicità a mantenere il suo business, che questa almeno sia gradita al suo pubblico. Per non parlare del fatto che, con un sistema come questo a regime, Digg potrà fornire agli advertisers dati in tempo reale sull’efficacia dei loro messaggi pubblicitari. Un esperimento affascinante e rischioso se si considera che gli inserzionsiti “bocciati” potrebbero disertare Digg mentre quelli di successo, visti gli sconti previsti, potrebbero rivelarsi poco remunerativi per l’azienda.

Staremo a vedere. Intanto mi sembra giusto ricordare che l’idea di far votare le pubblicità agli utenti non è nuova: ci aveva pensato già nel 2005 il diabolico Calacanis con Focus-Ads, iniziativa interessante ma dalla vita assai breve.

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giu  09
4
alle 04:28
da Alessio Jacona

Approfondimenti

Computer World: “Microsoft riposa in pace”

Mi sembra interessante iniziare la settimana segnalando il velenoso articolo pubblicato ieri da Steven J. Vaughan-Nichols su Computer World e intitolato, senza tanti complimenti, “Microsoft R.I.P.”. Nel pezzo si affrontano e definiscono, una legnata dopo l’altra, le debolezze e i difetti che dovrebbero – almeno secondo l’autore – consegnare presto alla storia l’azienda guidata da Ballmer. Proprio per quest’ultimo c’è anzi un attacco diretto e durissimo:

“L’ho detto in precedenza, lo ripeto adesso: Licenziate Steve Ballmer. E’ un venditore. Non è un manager di alto livello. Non lo è mai stato. Non lo sarà mai. La prima volta che ho suggerito di indicare la porta a Ballmer, nel luglio 2008, le azioni Microsoft erano oltre i 28 dollari. Mentre scrivo ora (23 aprile) si attestano a 18,92 dollari”.

Motivo scatenante della spietata reprimenda, la notizia di giovedì scorso secondo cui i profitti dell’azienda di Redmond sarebbero calati di oltre il 30% nell’ultimo quarto a causa del cattivo andamento di “Microsoft Business Division and Server & Tools groups”. Secondo Vaughan-Nichols, infatti, il pessimo risultato del colosso americano dipenderebbe solo in minima parte dalla crisi economica planetaria che sta interessando tutti, mentre dovrebbe essere imputato soprattutto alla pessima gestione dell’attuale management.

Nell’invitarvi a leggere un articolo che  – a mio parere – dosa bene vetriolo e ragionamento, non posso fare a meno di notare come negli Stati Uniti i giornalisti abbiano ancora la voglia e il coraggio di prendere “a schiaffoni” un’azienda quando ritengono che questa se lo meriti.

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apr  09
27
alle 01:49
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Best of Week #18 | Gioxx's Wall il 01/1/70

[...] Computer World: “Microsoft riposa in pace” [...]

Notizie

Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!

Forse l’interminabile telenovela che da tempo vede protagonisti il gigante del software (proprietario) Microsoft e il motore di ricerca/portale Yahoo! sta per giungere finalmente alla fine.
Dopo mesi di tira e molla, rilanci, incontri e scontri che sono costati la poltrona di CEO al fondatore di Yahoo! Jerry Jang, oggi i media americani danno conto di un colloquio “face to face” tra Carol Bartz (nuovo CEO Yahoo!) e Steve Ballmer (CEO MS), durante il quale si sarebbe parlato di un potenziale “search and advertising deal” tra le due aziende.

Secondo Kara Swisher, i due amministratori delegatu avrebbero appena avviato il confronto e non ci sarebbe ancora nulla di definito. L’unica cosa che sembra invece essere certa (ma non può mai dire) è che l’ipotesi dell’acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft sarebbe definitivamente tramontata in favore di accordi commerciali meno vincolanti e (forse anche) più remunerativi.

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apr  09
10
alle 05:45
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Andrea Contino il 01/1/70

Non sapevo, chissà a cosa si arriva...

Notizie

Microsoft manda a casa 5mila persone

Una ventina di giorni fa circolavano voci secondo le quali Microsoft avrebbe mandato a casa ben 15mila persone su 90mila in forze all’azienda. Dopo varie smentite, da Redmond hanno infine fatto sapere che i “layoff” ci saranno, ma interesseranno “solo” 5mila unità.

Alcune cose da notare:

1) E’ la prima volta nella sua storia che Microsoft ricorre a licenziamenti per fronteggiare una crisi economica.

2) Come fa notare Elizabeth Montalbano, salute e prosperità dell’azienda sono ancora troppo dipendenti dal business incentrato sulla vendita di Windows nelle sue varie declinazioni, attualmente affossata dal calo di vendite dei pc registrato a livello planetario. Lo sforzo fatto finora a Redmond per diversificare le attività commerciali va nella direzione giusta, ma non è ancora abbastanza.

3) Parlando della crisi, Steve Ballmer ha fornito una quadro della situazione assai poco incoraggiante, esponendo la tesi che non ci sarà un rimbalzo e il settore non tornerà (almeno nel breve periodo) prospero come un tempo:

“As things go down, they reset. The economy shrinks and then it doesn’t rebound, it rebuilds from a lower base. We’re not expecting a bounce.”

4) Subito gli ha fatto eco il Ceo di Google Eric Schmidt, che pur presentando un altro trimestre chiuso dalla sua azienda ben al di sopra delle aspettative, ha nuovamente espresso preoccupazione per i mesi a venire. Non si è tuttavia parlato di licenziamenti.

5) I tagli al personale (1400 dei quali effettivi a partire da subito) verranno scaglionati nei prossimi 18 mesi, interessaranno tutte le divisioni di business e colpiranno soprattutto la sede di Seattle, dove lavora la maggior parte del personale Microsoft.

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gen  09
23
alle 12:21
da Alessio Jacona

Notizie

Soldi e tecnologia Microsoft in tre progetti pilota per la PA

Dematerializzare, digitalizzare, informatizzare. Tre parole magiche che ieri giornalisti e fotografi, stretti e accaldati nello studio di Renato Brunetta, hanno sentito ripetere più e più volte dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.

L’occasione era la presentazione alla stampa di tre progetti pilota, avviati in agosto e realizzati con il contributo sia tecnologico che economico (al 100%) di Microsoft Italia.

Nei sei mesi che ci separano dalla scorsa estate, la Regione Friuli Venezia Giulia ha visto “sparire – inghiottiti dalla digitalizzazione – 1280 metri di scaffali cartacei”, assicurandosi – come ha spiegato il presidente Renzo Tondo – un risparmio per circa 500mila euro l’anno;

L’università Roma Tre è passata dalle tradizionali linee telefoniche fisse al Voip (anzi è stata “voipizzata” per usare le parole del ministro), e da febbraio ospiterà un Centro di competenza per il Voip che fornirà il know how per la futura applicazione di questa tecnologia nella Pubblica Amministrazione. Per la cronaca, i prossimi ad essere “voipizzati” dovrebbero essere l’università di Tor Vergata e La Sapienza.

Il terzo progetto realizzato da Microsoft puntava – sempre secondo la retorica brunettiana – alla creazione della “scuola del Futuro”. All’atto pratico è consistito nell’informatizzazione dell’Istituto Tenico Commerciale e per il Turismo Statale “M. Laporta” di Galatina (LE), la cui inaugurazione è prevista per il prossimo 31 gennaio.

La scuola è stata oggetto di un’iniezione di hardware e software che dobrebbe moltiplicare l’efficacia dell’insegnamento ma che, per il momento, ha dato soprattutto modo a Brunetta di interrogare implacabilmente il preside Angelo Rampino su numero e caratteristiche delle macchine installate nella scuola. La difficoltà con cui questi tentava di rispondere ribadisce – a mio avviso – la necessità di formare i docenti oltre che di creare le pur necessarie infrastrutture tecnologiche.

Era presente anche Pietro Scot Jovane, AD di Microsft Italia, che a fine incontro ha sottolineato la facilità con cui queste esperienze possono essere replicate altrove, grazie soprattutto alla “scelta di una piattaforma open source aperta (licenza shared source) e riutilizzabile in qualsiasi scenario senza restare dipendenti da noi”.

Insomma, una presentazione pittoresca ma interessante, organizzata con sapiente tempismo per introdurre ieri concetti ed esempi di buone pratiche che torneranno assai utili oggi, quando verrà presentato a Palazzo Chigi il programma E-Gov 2012 e Brunetta illustrerà quale percorso d’innovazione attende la Pubblica Amministrazione italiana.

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gen  09
21
alle 10:51
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di chiara il 01/1/70

MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territori...

Notizie

New Economy, da Paese delle Meraviglie a Terra Desolata

Tagliare i costi. Riorganizzare. Ottimizzare. Non passa giorno senza che la stampa annunci nuovi licenziamenti (effettivi o rivelati come prossimi dai soliti anonimi bene informati) che come una mannaia si abbattono sui lavoratori della new economy.

Esempio 1: partiamo con qualcosa di semplice. A ottobre Loic Le Meur, ex responsabile di Six Apart Europe ed oggi CEO di Seesmic, annuncia il licenziamento di sette dipendenti. Quisquilie direte voi. E’ un terzo del suo staff, rispondo io.

Esempio 2: nel corso di tutto 2008 Nick Denton, praticamente l’inventore nano-publishing con Gawker.com nonché il primo a trarne guadagni di assoluto rilievo, ha provveduto in varie riprese a chiudere i blog meno produttivi. I vari editor sono stati a volte riassorbiti nei blog ancora funzionanti, più spesso “reimmessi” sul mercato. E questo nonostante gli introiti pubblicitari per Gawker siano cresciuti del 39 per cento nel 2008.

Esempio 3: la cronaca più recente racconta di “riorganizzazioni” da numeri a 3, 4 e persino 5 cifre. Sun Microsystems, per citare qualcuno, deve “sacrificare” ben 6000 persone, circa il 18 per cento della sua forza lavoro, nel processo di ristrutturazione che ne dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) salvare le sorti.

Esempio 4: che dire poi di Yahoo!? Il motore di ricerca uscito con le ossa rotte dalla “danza della morte” con Microsoft e Google ha comunicato già ad ottobre il licenziamento di circa 1500 persone, ovvero il 10 per cento della propria forza lavoro.

Esempi 5 e 6: La cronaca di queste ore è ancora meno incoraggiante delle premesse. Da un lato c’è Microsoft, che voci insistenti (seppur non confermate) vogliono prossima a licenziare 15mila dipendenti su 90mila, la maggior parte dei quali distribuiti tra Europa, Medio Oriente e Africa.

Dall’altro c’è il gigante (dai piedi d’argilla) Sony che – rivela The Times – sarebbe ad un passo da una radicale ristrutturazione che dovrebbe lasciare a terra non meno di 8mila dipendenti.

L’elenco potrebbe andare avanti a lungo, ma la sostanza non cambia: la crisi c’è, sta investendo pesantemente il mondo Hi-Tech e sta producendo un numero assai preoccupante di disoccupati prima ancora che – come mi suggeriva ottimista Tim O’Reilly – “eliminare i rami secchi del web 2.0“.

Il fatto che fosse stata abbondantemente prevista non consola. Cosa ancora peggiore, preoccupano persino le prospettive di spesa per il 2009 degli un tempo voraci consumatori americani, in barba alla pompa magna di eventi come CES e MacWorld, ormai privi della loro vera ragion d’essere.

Ci aspettano tempi duri.

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gen  09
5
alle 06:43
da Alessio Jacona

Approfondimenti

Video intervista con Stephen Elop, presidente Microsoft Business Division

Oggi il cloud computing con la piattaforma Azure. Domani la nuova versione della suite Office dotata di strumenti per l’editing online. In un futuro forse più lontano ma comunque già annunciato, il sistema operativo Midori.

Microsft sta cambiando, sta ridefinendo il proprio core business, si sta preparando ad affrontare un mercato sempre meno “OS centrico” e sempre più simile a quello profetizzato da John Gage quando affermò che “The network is the computer”.

La posta in gioco è altissima. Il futuro ancora tutto da decidere. E’ insomma il momento giusto per chiedere a Steven Elop, presidente della Microsoft Business Division incontrato durante una piacevole cena informale, se ad esempio l’azienda di Redmond stia abbandonando il desktop dopo trent’anni di dominio nel mercato dei sistemi operativi o, ancora, con quali preoccupazioni le migliaia di partner Microsoft nel mondo stiano vivendo la transizione verso il nuovo mercato del “software plus service”.

La risposta a queste e ad altre domande (in inglese) nel video dopo il “continua”:

Continua a leggere… »

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nov  08
19
alle 06:34
da Alessio Jacona

Notizie

Bye bye Jerry Yang

Alla fine Jerry Yang ha pagato caro le sue scelte. Il co-fondatore di Yahoo!, nome storico della internet che conta, lascia la guida del motore di ricerca colpevole di aver rifiutato con tutte le sue forze le “avance” di Microsoft, culminate con una ricca offerta d’acquisto pari a ben 47,5 miliardi.

Non abbastanza per Yang, che di miliardi ne chiedeva 50 forse più per dissuadere Steve Ballmer dal suo proposito che non per ottenere veramente qualcosa. Quel che è certo è che il CEO Yahoo! era deciso ad investire tutto sul ricco accordo commerciale proposto da Google, il quale avrebbe dovuto portare nelle casse del motore di ricerca circa 800 milioni di dollari l’anno.

La storia è nota: dopo lungo tergiversare Google ha fatto improvvisamente dietro front (scusa ufficiale: la partnership con Yahoo! non piaceva all’antitrust americana), Ballmer ha snobbato il disperato invito di Yang a tornare al tavolo delle trattative, le azioni del motore di ricerca americano sono precipitate ad undici dollari.

La conseguenza era prevedibile ed inevitabile: Jerry Yang avrebbe dovuto andarsene dopo aver passato 13 anni alla guida dell’azienda che lui stesso aveva creato. L’unica incognita era quando: la risposta è oggi.

Quando tutto è cominciato era il 1995 e Jerry aveva 26 anni. Oggi ne ha 40 e, con la sua uscita di scena, si chiude un’era per tutti, non solo per lui.

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nov  08
18
alle 10:10
da Alessio Jacona