Posts Taggati come ‘nanopublishing’

Approfondimenti, Interviste

Intervista con Julio Alonso, CEO Weblogs SL

Sabato scorso, mentre partecipavo al Festival del Giornalismo di Perugia, ho avuto l’occasione di intervistare per Dolmedia Julio Alonso, brillante CEO del nanopublishing network spagnolo Weblogs SL. Una breve ma interessante chiacchiera (in italiano) che vi ripropongo in video alla fine di questo post.

Nelle due ore precedenti all’intervista, Alonso aveva partecipato al panel moderato da Luca Conti “Piccolo è bello! Anche per i grandi – Come i siti specializzati hanno conquistato lettori, mercati e grandi media”, e il suo intervento potrebbe essere così riassunto:

1) Weblogs SL è il blognetwork più grande (in termini di traffico e pagine viste) di Spagna e forse d’Europa. Partito nel 2005, impiega 5/8 blogger per ogni testata per un totale di 200 blogger impegnati ad oggi nel progetto;
2) la mission è fornire contenuti specializzati caratterizzati da forte approfondimento e personalizzazione. Il network è a metà strada tra mainstream media e blog. Un essere con “il corpo di un blogger e la testa di un’azienda” (Dove ho già sentito queste parole?);
3) l’audience  sta passando velocemente dall’offline all’online. Gli investimenti seguono lo stesso percorso, ma molto più lentamente;
4) avere un brand nato di recente significa dipendere fortemente da Google che aiuta i lettori a scoprire Weblogs SL;
5) il lavoro intorno alla fidelizzazione del cliente è importante quanto la creazione di contenuti di qualità;
6) il ruolo dei blogger di Weblogs SL è soprattutto avviare una conversazione. Al resto pensano poi gli utenti, conversando con gli autori e tra loro, suggerendo, correggendo e integrando;
7) Weblogs SL dedica molto tempo e risorse nello sviluppo di iniziative e nell’adozione di tecnologie che facilitino l’interazione dei lettori con i blogger e diano loro la possibilità di creare delle relazioni;
8 ) Alonso cita anche Zuckerberg quando dice che le comunità non si creano, ma esistono già. L’unica cosa che possiamo fare contribuire coni strumenti che ne assecondino le necessità.

Detto questo, ecco onvece l’intervista con Julio Alonso, CEO di Weblogs SL. La prima domanda che gli rivolgo è, inevitabilmente, se secondo lui il nanopublishing sostitutirà i main stream media:

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apr  09
6
alle 03:01
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di En el festival de periodismo de Perugia : Blogografia il 01/1/70

[...] continuación me entrevistó Alessio Jacona, que también hizó un resumen de mi intervenci...

Approfondimenti

Nanopublishing USA, B5Media sia arrende e rispolvera il portale

Con i suoi oltre 300 blog B5Media, nanopublishing network guidato da Jeremy Wright, ha avuto le sue difficoltà nello sviluppare un modello di business solido.

Paradossalmente, la ricchezza e la diversità dei contenuti prodotti da decine e decine di editor ha complicato la vita al management, che ha incontrato le sue difficoltà nel vendere i singoli blog alle agenzia media. Quest’ultime, infatti, persino in America sembrano non saper apprezzare il fatto che i blog consentono di presidiare preziose nicchie di mercato, rivbolgendosi a un pubblico generalmente molto selezionato e partecipe.
Oggi come dieci anni fa, limitandosi a importare ex abrupto nel mercato online le metriche create per la stampa tradizionale, le agenzie media vogliono i numeri, poco importa che si stia parlando di utenti unici, pagine viste o copie vendute.

Stanco di combattere tanta miopia, Jeremy Wright ha deciso di “rivoluzionare” l’aspetto del suo network “concentrando” i blog migliori in canali tematici (leggi: portali) che in un’unica pagina-copertina espongono il meglio dei post prodotti. I blog, salvo alcuni “rami secchi” oppurtanemente segati e anche grazie al contributo di qualche new entry,  continueranno ad esistere dietro il “canale”. Ospitati sulla versione multi-utente di wordpress, faranno da contenitori- categorie e conserveranno commenti, trackbacks e tutti gli altri strumenti di interazione tipici del blog.

Il primo esempio tangibile, lanciato proprio oggi, è Splendicity, canale che riunisce, razionalizza e confeziona in un formato più facile da comprendere sia per il pubblico che per le agenzie media il contenuto di ben 32 blog dedicati alla moda.
L’operazione di rilancio comprende anche l’implementazione di funzioni avanzate per il social networking che consentano attività simil-facebook sul network (anzi sul “canale”). Lo scopo è sia favorire una maggiore permanenza sulle pagine di B5Media,  sia spingere i lettori ad andare più a fondo nei nel sito, scovando contenuti e condividendoli con amici dai comuni interessi.
Infine, Splendicity è solo il primo passo: secondo quanto recentemente affermato da Wright, B5Media sfornerà un nuovo canale ogni due o tre settimane, fino a un massimo di 10 nuovi portali che potrebbero vedere la luce nei prossimi mesi.

Questo in due parole il nuovo corso di B5Media. Secondo voi il fenomeno nanopublishing ne esce rafforzato o ridimensionato?

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feb  09
17
alle 06:15
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Smeerch il 01/1/70

Adesso bisognerà vedere se questo nuovo riassetto porterà del denaro vero o se si tratterà sol...

Notizie

Nuvole nere si addensano sul futuro del nanopublishing statunitense

Nei mesi passati abbiano spesso dato conto della politica di taglio dei costi messa in atto nel network Gawker dal patron Nick Denton, praticamente l’inventore del nanopublishing.

Ora una fonte autorevole come ReadWriteWeb informa che anche Weblogs Inc, l’altro grande nanopublishing a stelle e strisce acquisito da AOL nel 2005, naviga in cattive acque.

Secondo Marshall Kirkpatrick, già blogger al soldo di Weblogs Inc ai tempi d’oro in cui il gruppo era guidato da Jason Calacanis,

“A source close to AOL has informed ReadWriteWeb that it will be shutting down and relaunching the Weblogs Inc. “Lifestyle Blogs” as online magazines”.

Se la notizia venisse confermata, si tratterebbe in pratica di una “riconversione” in “tradizionale” rivista online di un numero di blog pari a circa 1/4 dell’intero network. Un radicale ritorno al passato che, se confermato, oltre a riportare in primo piano gli annosi problemi di AOL metterebbe anche in discussione il futuro stesso del nanopublishing.

Per ora mancano le conferme e c’è solo la parola di Kirkpatrick, che tuttavia si dice sicuro delle informazioni in suo possesso.

AOL dal canto suo ha provveduto a smentire lo scenario descritto da ReadWriteWeb, spiegando anzi che

“We are so enthusiastic about the growth potential of our Living blogs that we need people to spend MORE time on them, and we are asking for more of a commitment from our lead bloggers than has been needed in the past so that we can provide consumers with more engaging and interactive experiences across our sites…”.

Scopriremo presto chi dei due dice la verità.

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gen  09
30
alle 05:30
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di geko il 01/1/70

e anche di quello italiano se non sbaglio. blogo è di dada, blogosfere soffre ma regge con ilsol...

Approfondimenti

Nanopublishing, Denton sopprime Valleywag

Con la notizia della chiusura di Valleywag, blog al vetriolo (parte di Gawker Media) specializzato nel gossip della Silicon Valley, la domanda sorge spontanea: l’età dell’oro del nanopublishing statunitense è finita?

Difficile rispondere. Certo, i tempi di gozzoviglio in cui un Jason Calacanis vendeva il suo blognetwork ad Aol per 25 milioni di dollari sembrano ora distanti ere geologiche.

Nick Denton, che di Gawker Media è il capo assoluto, non è nuovo al lancio di inquietanti segnali d’allarme rispetto allo stato e al futuro del nanopublishing business: lo scorso luglio, ad esempio, l’imprenditore aveva tagliato i compensi dei suoi blogger mentre in aprile aveva venduto tre dei suoi blog minori, ovvero Idolator, Gridskipper, e Wonkette.

Il perché dietro la chiusura di Valleywag è presto spiegato: secondo il chief editor Paul Boutin il traffico del blog “isn’t enough to pay for two writers, even with Ketel One ads on every page”, mentre secondo quanto afferma lo stesso Denton, il mercato della della pubblicità online si ridurrà presto di un devastante 40 per cento (qualcuno avverta Layla Pavone). Abbastanza per indurre l’imprenditore americano a tirare (forte) la cinghia prima che la carestia metta in ginocchio la sua azienda.

Ora non resta che scoprire se anche il nanopublishing nostrano si stia avviando verso la tempesta prevista dal capo di Gawker. Se così sarà, qui in Italia conosceremo la recessione dopo aver saltato a pié pari l’età dell’oro.

Danno e beffa.

Via

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nov  08
14
alle 11:36
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Vittore Fotografo il 01/1/70

40% in meno dalla pubblicità on line?
Sicuramente una previsione devastante.
Spero che non si to...

Notizie

Dada rafforza la partecipazione in Blogo. Alcune riflessioni (d’annata)

E’ un buon momento per i ragazzi di Blogo: da un lato Dada conferma loro la propria fiducia portando la partecipazione nel nanopublishing network dal 30 al 70 per cento. Dall’altro, Magnocavalio&Co vedono passare sotto la propria diretta gestione alcuni tra i marchi storici di proprietà del gruppo guidato da Paolo Barberis. Tra questi figurano “Splinder, Guide di Supereva e altre properties come Cinema.it, Barzellette.it, Architettura.it e B.I.G”.

Fatte le dovute congratulazioni, mi è sembrata l’occasione giusta per riproporre un pezzo pubblicato su queste pagine oltre un anno fa e che, a rileggerlo ora, potrebbe tranquillamente essere stato scritto questa mattina.

Il che non è affatto un buon segno.

Tratto da “Nanopublishing de Noantri” del 25/06/2007

… Cominciamo con lo sgomberare il campo dagli equivoci: anche io credo sia un bene che i media tradizionali e, più in generale, le grandi aziende italiane si stiano finalmente accorgendo dell’esistenza del nanopublishing. Dada che entra in Blogo o IlSole24ore che entra in Blogosfere sono per più d’un verso un segnale positivo.

Ma anche no:

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lug  08
4
alle 05:20
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Roberto Chibbaro il 01/1/70

Come non darti ragione? Pensa che ad un incontro con il sole24ore in cui c'eravamo tutti :-) ho p...

Notizie

Gawker.com taglia (si fa per dire) i compensi dei blogger

E’ la madre di tutti i nanopublisher e da anni ormai fa scuola riscuotendo uno straordinario successo di pubblico. Parlo ovviamente di Gawker Media, il network americano di micro-editoria fondato da Nick Denton che poi tanto “micro” non è, considerando che il solo blog centrale al network (Gawker.com appunto) nell’ultima settimana ha registrato 3 milioni e 400mila visite nonché 4 milioni di pagine viste (qui le statistiche aggiornate quotidianamente).

Un mare di contatti che, tuttavia, sembrano non bastare a garantire il tenore di vita (mediamente piuttosto alto) dei suoi editor.

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lug  08
4
alle 01:32
da Alessio Jacona