Posts Taggati come ‘ricerca’

Approfondimenti

Europa, il 75% degli utenti internet accede ai social network

In Europa sono 282,7 milioni gli utenti Internet di età non inferiore a 15 anni che hanno navigato in rete da casa o dall’ufficio nel dicembre 2008. Di questi il 74,6 %, pari a ben 211 milioni di persone, ha visitato un sito di social networking. Lo riferisce una ricerca appena pubblicata da ComScore e nella quale figurano anche interessanti dati specifici per ognuna delle 16 nazioni prese in esame dallo studio. Merita quindi un po’ della vostra attenzione.

Intanto un paio di anticipazioni: i numeri evidenziano come  Gran Bretagna e Spagna siano le nazioni che registrano il più alto tasso di penetrazione dei social network, pari rispettivamente al 79,8% e al 73,7%, mentre a fare da fanalini di coda sono Norvegia (58,9%) e Austria (49,7%).

L’Italia, infine, per una volta non se la cava male e si attesta al sesto posto, con un tasso di penetrazione pari al 69,3%.

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feb  09
18
alle 06:00
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Europa, il 75% degli utenti internet accede ai social network … il 01/1/70

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Approfondimenti

USA, sempre più utenti aggiornano o leggono gli status update

Pew Internet è tornata a sondare le abitudini degli americani che frequentano i social network. Questa volta la ricerca mirava a comprendere quale percentuale d’utenti residenti Oltreoceano fosse solita pubblicare o leggere “status update” via twitter e altri siti di micro-blogging.

Curiosamente lo studio è fortemente sbilanciato sull’uso di Twitter, assimilando tutto il vastissimo universo di alternative (Facebook compreso) sotto la dicitura “similar services”.

Era dicembre: hanno partecipato all’inchiesta 2700 persone l’11% ha risposto di sì. Il mese precedente la percentuale era del 9% per cento, mentre nel maggio 2008 si arrivava a malapena al 6%.

Fonte

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feb  09
13
alle 08:57
da Alessio Jacona

Notizie

Corporate blog, i consumatori si fidano poco

Mi spiace ammetterlo, ma me lo aspettavo: secondo l’ultima ricerca pubblicata da Forrester Research, solo un consumatore su sei crede ai corporate blog, pari a un misero 16 per cento.

Il perché è chiaro: basta fare un giro nella blogosfera dei “presidi 2.0 aziendali” per capire come, ad oggi, siano ancora in pochi ad aver capito che il corporate blog non è l’ennesimo raccoglitore di comunicati stampa.

Le ragioni dietro questo risultato avvilente sono varie: scarsa comprensione della blogosfera e delle sue dinamiche; tendenza ad applicare metodi vecchi o semplicemente inadatti alla nuova comunicazione online; impreparazione di coloro che, nell’azienda, spesso si vedono improvvisamente passare la “patata bollente” del corporate blog; semplice arroganza.

La soluzione? E’ complessa e articolata e di certo passa dall’includere il blog in una strategia di comunicazione esterna di ampio respiro, oltre che mirata al mondo dei nuovi media.

Serve investire denaro, destinare risorse umane valide e smetterla una volta per tutte di pensare che fare una cosa in rete significhi ancora poter “arruffare” spendendo quattro soldi.

Nel caso non ve ne foste accorti, siamo quasi nel 2009.

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dic  08
15
alle 06:27
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Marco Chiesa il 01/1/70

proprio così, siamo nel 2009 ma pochi se ne sono accorti nelle aziende.

Ne parlavo con un mio a...

Notizie

Ricerca: i blogger sono più credibili dei “compagni di social network”

Sempre più spesso si fa riferimento ai blogger, o meglio ad alcuni tra i blogger più seguiti qui in Italia come nel resto del mondo, usando il termine “influencers”. Una recente ricerca pubblicata da Jupiter Research sembra dimostrare che, almeno in alcuni casi, non si tratta solo di un vuoto termine mutuato al linguaggio del marketing.

Commissionato da BuzzLogic, lo studio sostiene infatti che i consumatori, quando si apprestano a fare acquisti e hanno la possibilità di scegliere tra i consigli degli “amici” che “frequentano” sui social network o i pareri dei blogger, in generale si rifanno più volentieri a quest’ultimi prima di investire il proprio denaro.

Dando un’occhiata ai numeri della ricerca, si capisce tuttavia che entrambe le “fonti d’informazione” non sono ancora così preponderanti: del campione di utenti oggetto della ricerca (il numero non è stato svelato), solo una porzione viene infatti classificata come “blog readers”, ovvero persone che leggono mediamente più di un blog al mese.

Di questa “minoranza”, solo il 15 per cento degli intervistati (che poi corrisponde al 5 per cento dell’intero campione) ha confermato di aver fatto affidamento su un blog per decidersi ad un acquisto nell’ultimo anno.

Se invece si analizzano i dati relativi a coloro che fanno ricorso alle cosiddette “social-network recommendations”, allora la percentuale scende al
10 per cento dei “blog readers”, ovvero il 4 per cento dell’intero campione in esame.

La “supremazia” dei blog intesi come opinion leader rispetto ai “compagni di social network” viene poi riconfermata e rafforzata quando si parla di advertising: il 25 per cento dei blog readers dice infatti di ritenere credibile quella veicolata dai blog, mentre solo il 19 per cento di loro crede a quella diffusa nei social networks.

In generale, l’impressione è che la percentuale dei “lettori di blog” presenti nel campione in esame sia ancora piuttosto bassa, e che quindi il loro “primato morale” sui “compagni di social network” sia tutto sommato una vittoria di Pirro.

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ott  08
29
alle 12:09
da Alessio Jacona

Notizie

UK, una ricerca dimostra l’efficacia del mobile advertising

I numeri contenuti nella ricerca realizzata da Dynamic Logic parlano chiaro: gli utenti di telefonia mobile britannici sono più che disposti a visionare pubblicità sul proprio telefonino se in cambio ricevono video contenuti gratuiti.

Lo studio ha richiesto 6 settimane di indagini: l’obiettivo era valutare l’efficienza di “pre-roll mobile ads” veicolati attraverso il gestore di telefonia mobile O2 ed ha coinvolto 600 persone tra uomini e donne con età non inferiore a 16 anni. Tra i brand coinvolti figuravano anche Citroen ed LG, “comunicati” attraverso spot di 15 secondi targettizzati per età e sesso.

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ago  08
7
alle 06:07
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Walter il 01/1/70

Si consiglia anche l'argomento del PROXIMITY MARKETING. La migliore soluzione proposta sul mercat...

Comunicazione

La verità sul rapporto tra aziende e social networks

Come chi si sveglia di colpo da un incubo nel pieno della notte, molte aziende nel mondo hanno improvvisamente scoperto ed imparato a temere i social network.

Superato lo choc, un numero crescente di loro ha anche iniziato ad investire qualche spicciolo nel tentativo di farsi amici coloro che non potevano battere e fare community intorno al proprio brand o a un prodotto specifico. Qualcuno ci è persino riuscito ma, almeno secondo l’ultima ricerca pubblicata dalla Deloitte, in media i risultati sono ancora deludenti.

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lug  08
21
alle 05:34
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di il 01/1/70

grazie filobus. un aiuto fa sempre comodo :-)