Posts Taggati come ‘web2.0’

Approfondimenti

Aziende e web2.0 – Dieci cose assolutamente da non fare

La cornice è il Working Capital Camp svoltosi alla Roma lo scorso 22 maggio presso la Luiss di Roma. La formula è la stessa della sessione “Ignite” inaugurata dalla O’Reilly Media Publishing e consistente in presentazioni ridotte a soli 5 minuti (20 slide – 15 secondi per slide). Poco tempo per dire cosa dovrebbero fare le aziende che vogliono relazionarsi con le “persone” in rete, specie considerando che ogni azienda è diversa e richiede un’attenta “personalizzazione” delle strategie.
Abbastanza tempo, tuttavia, per segnalare almeno dieci cose che nessuno tra coloro che curano la comunicazione esterna – e sottolineo nessuno – dovrebbe mai fare.

Chiudo con una proposta: perché non rendere la formula Ignite lo standard delle presentazioni ai Barcamp, magari anche  solo aumentando di due o tre minuti il tempo a disposizione?

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
mag  09
29
alle 03:22
da Alessio Jacona

Approfondimenti

Quel che resta del web2.0

Credo che molti di voi ricordino bene l’immagine che raccoglieva tutti i loghi delle startup più importanti del web2.0. Bene: in un mirabile post (in inglese) pubblicato su “Meish dot org: life, unfolding”, la stessa immagine viene riproposta prima evidenziando con una “X” le aziende “passate a miglior vita”, poi evidenziando con un cerchio le aziende acquisite dai soliti grandi e, infine, riunendo queste due informazioni in un solo screenshot.

Il colpo d’occhio che ne deriva è davvero notevole.

Via Marco


web20_logos_today1

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
mag  09
17
alle 01:08
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Matteo Sassano il 01/1/70

My God, un cimitero! Ne resterà soltanto uno?

Approfondimenti

Webank e l’evoluzione della comunicazione on e off line

La scorsa settimana ho partecipato ad una tavola rotonda “ristretta” organizzata da Webank. Di fatto, si trattava del terzo incontro voluto dal management per confrontarsi vis à vis con alcune persone attive in rete e per loro interessanti a vario titolo. Tirando le somme, è stato un incontro positivo perché il management, anche questa volta ben rappresentato da Andrea Cardamone (amministratore delegato), da Adriana Piazza (Customer Acquisition & Brand Marketing Manager), da Frédéric  Defechereux (Direttore Responsabile Sviluppo Offerta) e da Vittoria la Porta (PR & Brand Reputation Manager), non aveva nulla da presentarci/venderci.

Nessun servizio innovativo o iniziativa web2.0 da pubblicizzare, intorno alla quale creare “buzz”. Piuttosto il desiderio di conversare  sui temi cari a Webank e fare insieme un rapido bilancio di quanto fatto negli ultimi anni sia a livello di Business che di comunicazione, raccogliendo al contempo suggerimenti e critiche.

In meno di un anno (il primo incontro risale a luglio 2008) Cardamone e i suoi sono passati dal “Keynote” tenuto durante il primo aperitivo, ad una tavola rotonda informale svoltasi nello stesso ufficio dell’amministratore delegato. Il tutto passando per una birra bevuta insieme all’AD durante un informalissimo aperitivo milanese. Uno dopo l’altro, i tre eventi organizzati dall’estate 2008 ad oggi hanno insomma visto la formalità tipica delle relazione esterne cedere il passo alla spontaneità che caratterizza gli incontri tra persone, lasciando emergere delle personalità dietro la professionalità che, a mio avviso, meriterebbero di divenire palesi anche in Rete.

Quanto detto appena sopra mi dà il destro per sottolineare che le iniziative di nuova comunicazione messe finora in campo dall’azienda, (podcast, blog, community), esigono ora un deciso passo in avanti verso la conversazione.

Il recente restyling del sito ufficiale conferisce finalmente visibilità e risalto agli strumenti di dialogo attualmente disponibili, fino a poco tempo fa (anche troppo)  prudentemente seppelliti nel footer: tanto per fare un esempio, mi sembra l’occasione buona per virare il piano editoriale del blog e trasformarlo da semplice e distaccata fonte di informazione su temi finanziari a luogo di confronto con gli stakeholder. Gli argomenti non mancano, e un buon ufficio legale può di certo aiutare chi parlerà ad escludere rapidamente argomenti e informazioni che la legge vieta agli operatori del settore di divulgare.

Una volta chiaro di che cosa possono e voglio parlare le tante voci dentro Webank, sarà poi compito del new media specialist Francesco Delucia (che due anni fa l’azienda ha avuto la lungimiranza di assumere proprio per seguire la comunicazione sui nuovi media, caso più unico che raro in Italia) affiancare il management nella “navigazione” in mare aperto.

E’ tempo insomma, che il desiderio di confrontarsi manifestato off line venga finalmente riversato in rete.

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
mag  09
11
alle 11:17
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Business & Blog » Blog Archive » Terzo appuntamento con Webank il 01/1/70

[...] Per pareri, video e resoconti dei presenti (che ringrazio tutti!) potete leggere Eleonora, ...

Approfondimenti

Apple e il co-branding con Twitter: tra retorica e contraddizione

A chi va il merito del successo di Twitter? Ai suoi fondatori Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams? All’idea, folle e geniale, di lasciar raccontare alla gente frammenti della propria vita in 140 caratteri alla volta? Alla diffusione delle connessioni mobili?

No. O almeno non solo: il successo di Twitter è merito anche di Apple. Come rivela infatti un “Pr profile” dai toni un tantino sopra le righe pubblicato sul sito Apple.com, la sede principale della “cinguettante” azienda è una fucina di creatività e successo soprattutto perché pervasa a tutti i livelli da tecnologia hardware e software made in Cupertino. Video, interviste e foto confermano questa affermazione sul sito di Apple, che accompagna tali contenuti e veicola il binomio “Twitter + Apple” ricorrendo puntualmente alla più trita retorica autocelebrativa di cui la comunicazione tradizionale sia capace.

Ora io non voglio dire che l’azienda non abbia il diritto di scrivere il “redazionale” in questione, intitolato “Twitter. Triumph of humanity”. Quello che mi lascia perplesso è vedere ancora oggi come l’entusiasmo per i prodotti Apple resti immune, fuori come dentro la rete (dove le mazzate non si risparmiano generalmente a nessuno), all’intolleranza crescente verso questo tipo comunicazione che resta ingessata, non autentica.

Una comunicazione che stona ancora di più se accostata ad un servizio nuovo ed innovativo come Twitter, parte integrante di quelle tecnologie abilitanti che stanno cambiando il modo degli utenti di parlarsi, scambiare informazioni, discutere di tutto, e che li stanno progressivamente vaccinando contro la retorica del “pezzo” in oggetto.

Altra cosa che stona nella comunicazione (1.0 più che mai) di Apple è che quest’ultima può testimoniare, foto e interviste con i fondatori alla mano, come la propria tecnologia sia puntualmente presente nei processi creativi/produttivi dello staff di Twitter. Invece a Cupertino l’adozione di tecnologie di comunicazione e interazione assimilabili al cosiddetto “web2.0″ è prossima allo zero, fatto salvo un account attivo proprio su Twitter, attraverso cui l’azienda si limita ad aggiornare i followers (ben 67mila al momento) solo ed esclusivamente sugli ultimi contenuti disponibili su iTunes trailers.

Un po’ come dire: Apple è alla base del successo delle aziende che innovano il vostro modo di comunicare ma non fatevi illusioni, perché ne resta del tutto immune.

Voi che ne pensate?

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
mag  09
4
alle 09:19
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Massimiliano il 01/1/70

Un sorriso beffardo e ironico mi si stampa in faccia leggendo il tuo post e il redazionale di App...

Approfondimenti

Web2.0 e Travel market, qual’è la vostra esperienza?

Sabato scorso, partecipando al convegno Travel 2.0 ospitato dalla BIT di Milano, mi è stato chiesto di registrare un breve video dove sintetizzare il senso del mio successivo intervento. Dato il contesto, ho parlato del web2.0 e di quali implicazioni la sua comparsa nelle vite dei viaggiatori sembra avere per il mercato dei viaggi e del turismo.

Visto il poco tempo a disposizione e rivolgendomi a non addetti ai lavori, ho ritenuto più utile approcciare la questione con concetti semplici ed evitando tecnicismi. Il risultato lo potete visionare cliccando sull’immagine di seguito, ma sarebbe interessante usare le mie poche affermazioni per avviare una discussioni basata sulle vostre correzioni e integrazioni, sui vostri approfondimenti ed esperienze personali. Ovviamente sono benvenuti tanto operatori di settore quanto semplici utenti-viaggiatori.

Per chi se la fosse persa, ricordo poi l’esemplare case history di Turistipercaso.it che lo stesso Patrizio Roversi mi ha raccontato con dovizia di particolari e grande simpatia in 5 minuti di intervista.


videointervista_aj

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
feb  09
26
alle 03:29
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Alessio Jacona il 01/1/70

@ francesco: ovviamente qui non si parla di ribellioni armate : ) ma di ribellione a un sistema m...

Approfondimenti

You can Getsatisfaction.com

Leggendo il claim in bella vista sul sito Getsatisfaction.com, appare subito chiara la natura rivoluzionaria del servizio offerto:

Crowd-sourced Customer Service With a :-)

Cosa sia il crowd-sourcing è argomento già affrontato e approfondito su queste pagine. Vedere i principi che ne regolano il funzionamento applicati al customer care, come avviene sul sito in oggetto,  è invece un evento che merita riflessione a parte.

Tra i principi alla base di marketing e comunicazione 2.0 figura sicuramente la capacità di accettare che la “nuova rete” vanifica e rende tecnicamente impossibile il controllo del tradizionale messaggio inviato al tradizionale cliente-target. Quest’ultimo, infatti, ha oramai mezzi e strumenti per essere egli stesso produttore e trasmettitore di messaggi dal forte impatto sul brand dell’azienda, sia in positivo sia in negativo.

Opporsi è inutile, nascondersi o, peggio, aggredire è quantomeno rovinoso. L’unica è accettare la realtà e comprendere che cedere parte del controllo, se fatto con saggezza e convinzione, non significa andare incontro alla rovina ma, al contrario, creare opportunità di comunicazione e di branding del tutto nuove e inaspettate.

Getsatisfaction.com ne è un esempio lampante. Ai tempi del telefono come unico mezzo di contatto con l’azienda, il customer care era poco più che un muro di gomma contro cui lasciare rimbalzare le “lagne” dei clienti, gestite comodamente lontano dagli occhi e dal cuore di altri customer reali e prospect.

Oggi, quando tutto avviene (spesso dolorosamente) coram populo, Getsatisfaction.com chiama a raccolta le “persone” (la parola non è scelta a caso) che lavorano in un’azienda e le “persone” che ne comprano i prodotti affinché tutti insieme forniscano feedback, segnalino e risolvano problemi, contribuiscano a migliorare prodotti e servizi offerti.

Mentre scrivo Getsatisfaction.com vanta 12.928 aziende registrate per 10.672 prodotti e servizi “gestiti”. Nelle due righe di presentazione del sito si spiega con chiarezza cosa viene offerto:

“Real conversations with company employees and other customers who will answer your questions about the products and services you use”

Il cambiamento è epocale: si è passati dal terrore verso l’opinione dell’utente, spesso derivante da cattiva coscienza, al ricorso sistematico a quella stessa opinione come fonte di soluzioni, suggerimenti, miglioramenti.

A occhio e croce, ce n’è abbastanza per essere certi che un sistema così in un paese come l’Italia non vedrà mai la luce.

Sbaglio?

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
feb  09
25
alle 04:42
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Yks blog » Blog Archive » GetSatisfaction fa incontrare aziende e persone il 01/1/70

[...] Alessio Jacona su Blog4Biz. Segnala questo post su: Tag: atteggiamento , aziende , br...

Notizie

Sequoia Capital “Presentation of Doom”

Durante la nostra intervista a Berlino, Tim O’Reilly ironizzava con me su come Sequoia Capital prima non avesse visto arrivare una crisi economica i cui segnali erano individuabili già da almeno un anno e mezzo; poi si era fatta prendere dal panico gridando improvvisamente alla catastrofe.

Il “grido” in questione altro non è che un documento di 56 slide già soprannominato “presentation of doom”, originariamente preparato per il CEO di Sequoia e poi divenuto di dominio pubblico.

Nel caso ve lo siate perso, merita cinque minuti della vostra preziosa attenzione:

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
nov  08
6
alle 03:24
da Alessio Jacona

Notizie

Video-intervista con Tim O’Reilly

Oggi su Nova24-IlSole24Ore, a pagina 7, è disponibile una mia intervista con Tim O’Reilly, fondatore e CEO dell’omonima casa editrice statunitense O’Reilly Media.

Oltre all’articolo, esiste un video dell’intervista (in inglese) realizzato con il prezioso contributo tecnico di IntrudersTV Italia e che trovate dopo il “Continua a leggere”.

Nove domande rivolte ad uno dei più autorevoli “internet guru” per capire come la crisi economica in atto stia impattando l’ecosistema del web 2.0; perché le aziende dovrebbero fare propria “l’intelligenza collettiva” insita nella nuova Rete; quale destino attende l’editoria tradizionale schiacciata dai nuovi media; quale sarà “the next big thing” e, ovviamente, per chiedere una definizione aggiornata al 2008 del termine “Web2.0” a colui che lo ha coniato ormai cinque anni fa.

Continua a leggere… »

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
ott  08
30
alle 12:14
da Alessio Jacona

Comunicazione

Mercedes Italia, prove di dialogo (offline) con il web2.0

Oggi ho partecipato ad un incontro informale con alcuni rappresentanti di Mercedes Italia: l’occasione era il lancio della nuova GLK o, meglio, la presentazione dell’auto ad una piccola e variegata delegazione di “residenti nella parte abitata della Rete”.

Ad accogliere Blogger e forumisti c’erano, tra gli altri, Alessia Argento (CRM e New Media) e Mirco Scarchilli (Corporate Marketing & Press Relations). Nonostante la giornata fosse incentrata sulla prova dell nuova automobile, c’è stato tuttavia il tempo per fare una chiacchierata con entrambi: dal confronto, documentato anche in una breve video-intervista realizzata assieme all’immarcescibile Luca Sartoni, è emerso quanto segue:

- L’incontro di oggi era una prima assoluta: fino ad ora Mercedes si era limitata ad invitare blogger (e forumisti) a grandi eventi ufficiali, assimilandoli alla stampa online.

- Mercedes Italia ha recentemente avviato un programma di monitoraggio continuativo e strutturato della “conversazione online” che vede coinvolto il suo brand. Fino a poco tempo fa, l’ascolto della Rete era attività non sistematica e lasciata alla libera iniziativa dei singoli dipendenti.

- Almeno sulla carta, nell’azienda sembrano iniziare a capire due cose importanti: la prima è che internet sta cambiando gli utenti e con loro i canoni della comunicazione aziendale. La seconda è che questa rivoluzione rappresenta una possibilità e non un minaccia.

Riassumendo: Mercedes Italia ha già da tempo riconosciuto che nel web2.0 esistono interlocutori autorevoli e ha provveduto a coinvolgerli in eventi e kermesse. Da poco ha anche cominciato ad ascoltare con attenzione e puntualità le voci in rete che discutono dei suoi prodotti e del suo brand. Oggi, infine, ha voluto incontrarne una piccola (e certo incompleta) delegazione per confrontarsi Vis-a-vis.

A conti fatti, il prossimo logico passo dovrebbe essere (e sarebbe giusto fosse) scendere nell’arena della blogosfera ed aprire un presidio permanente (leggi: corporate blog).

Ci vuole solo un po’ di coraggio.

Foto: Luca Sartoni

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
ott  08
1
alle 08:02
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di Mbenzer il 01/1/70

era ora che MBI si dedicasse anche agli appassionati in rete, spesso molto più esperti dei solit...

Notizie

Le strategie web2.0 di Webank

Ieri sera ho partecipato ad un incontro informale tra una buona fetta del management di Webank e alcuni blogger (compreso l’immarcescibile e affettuoso SuzukiMaruti). Un confronto schietto, allietato (e forse anche facilitato) dalla presenza di buon vino, per sostenere il quale l’azienda ha schierato nell’ordine:

  • Andrea Cardamone – Amministratore Delegato;
  • Adriana Piazza – Customer Acquisition & Brand Marketing Manager;
  • Carlo Panella – Customer Base Marketing Manager;
  • Frederic Defechereux – Product &Pricing Manager;
  • Vittoria La Porta -PR & Brand Reputation Manager;
  • Francesco Delucia – New Media Specialist.

Continua a leggere… »

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • OKnotizie
  • Technorati
  • LinkedIn
  • TwitThis
  • Wikio IT
lug  08
16
alle 08:05
da Alessio Jacona

Ultimo commento:

di il 01/1/70

@napolux, come previsto l'audio è uno schifo e i filmati servono giusto come appunti per scriver...