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Microsoft e Yahoo! convolano a giuste nozze
Ogni telenovela che si rispetti deve prima o poi avere una conclusione. Una regola d’oro che che trova oggi conferma nel tanto atteso e mille volte rimandato matrimonio tra Microsoft e Yahoo!, divenuto infine realtà. Riassume Techrunch:
Microsoft will power Yahoo Search while Yahoo! will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ advertisers.
Era ora, verrebbe da dire. E mentre gli esperti di settore iniziano a produrre le prime analisi e azzardano previsioni, chi vuole può ripercorrere le fasi più calde di questa lunga trattativa così come sono state fissate nel tempo sulle pagine di blogs4biz. Basta seguire i link qui sotto.
- Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
- Bye bye Jerry Yang
- Ballmer a Yang: l’acquisizione di Yahoo è acqua passata
- Jerry Yang (Yahoo) chiama Microsoft: “Siamo di nuovo sul mercato”
- Microsoft -Yahoo!, fine delle trattative?
- Microsoft e Yahoo! di nuovo in contatto
- Microsoft rinuncia all’acquisizione di Yahoo!
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer si prepara alla guerra
- Microsoft -Yahoo!, Ballmer potrebbe ritirare l’offerta di acquisizione
- Yahoo! preferisce Google a Microsoft
- Microsoft – Yahoo, spuntano nuovi player
- Microsoft -Yahoo!, il gioco si fa duro
- Microsoft a Yahoo!: “Non rialzeremo la nostra offerta”
- Yahoo! a Microsoft: valiamo più di quanto ci offrite
- Il rifiuto di Yahoo!, le minacce di Microsoft
- L’accordo Microsoft – Yahoo! tra preoccupazione (di Google) e scetticismo
da Alessio Jacona
Faccia a faccia tra i CEO di Microsoft e Yahoo!
Forse l’interminabile telenovela che da tempo vede protagonisti il gigante del software (proprietario) Microsoft e il motore di ricerca/portale Yahoo! sta per giungere finalmente alla fine.
Dopo mesi di tira e molla, rilanci, incontri e scontri che sono costati la poltrona di CEO al fondatore di Yahoo! Jerry Jang, oggi i media americani danno conto di un colloquio “face to face” tra Carol Bartz (nuovo CEO Yahoo!) e Steve Ballmer (CEO MS), durante il quale si sarebbe parlato di un potenziale “search and advertising deal” tra le due aziende.
Secondo Kara Swisher, i due amministratori delegatu avrebbero appena avviato il confronto e non ci sarebbe ancora nulla di definito. L’unica cosa che sembra invece essere certa (ma non può mai dire) è che l’ipotesi dell’acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft sarebbe definitivamente tramontata in favore di accordi commerciali meno vincolanti e (forse anche) più remunerativi.
da Alessio Jacona
Bye bye Jerry Yang
Alla fine Jerry Yang ha pagato caro le sue scelte. Il co-fondatore di Yahoo!, nome storico della internet che conta, lascia la guida del motore di ricerca colpevole di aver rifiutato con tutte le sue forze le “avance” di Microsoft, culminate con una ricca offerta d’acquisto pari a ben 47,5 miliardi.
Non abbastanza per Yang, che di miliardi ne chiedeva 50 forse più per dissuadere Steve Ballmer dal suo proposito che non per ottenere veramente qualcosa. Quel che è certo è che il CEO Yahoo! era deciso ad investire tutto sul ricco accordo commerciale proposto da Google, il quale avrebbe dovuto portare nelle casse del motore di ricerca circa 800 milioni di dollari l’anno.
La storia è nota: dopo lungo tergiversare Google ha fatto improvvisamente dietro front (scusa ufficiale: la partnership con Yahoo! non piaceva all’antitrust americana), Ballmer ha snobbato il disperato invito di Yang a tornare al tavolo delle trattative, le azioni del motore di ricerca americano sono precipitate ad undici dollari.
La conseguenza era prevedibile ed inevitabile: Jerry Yang avrebbe dovuto andarsene dopo aver passato 13 anni alla guida dell’azienda che lui stesso aveva creato. L’unica incognita era quando: la risposta è oggi.
Quando tutto è cominciato era il 1995 e Jerry aveva 26 anni. Oggi ne ha 40 e, con la sua uscita di scena, si chiude un’era per tutti, non solo per lui.
da Alessio Jacona
Ballmer a Yang: l’acquisizione di Yahoo è acqua passata
Spietato, vendicativo, forse anche un tantino crudele, il CEO di Microsoft Steve Ballmer si comporta secondo le previsioni e rispedisce al mittente le “avance” del suo omologo Yahoo.
Due giorni fa Jerry Yang era stato lasciato a piedi da Google e, ieri, si era affrettato a manifestare un’inedita (e disperata) disponibilità a far acquisire Yahoo dalla (un tempo duramente osteggiata) azienda di Redmond.
Oggi Ballmer, forse per reale disinteresse o, più probabilmente, per annichilire definitivamente la forza contrattuale di Yang, tira la sua bordata contro Yahoo:
“Look, we made an offer, we made another offer. It was clear that Yahoo didn’t want to sell the business to us, and we moved on.[..] We tried at one point to do a partnership around search, not advertising. That didn’t work either, so we moved on, and they moved on. [...] We are not interested in going back and re-looking at an acquisition, [...]I don’t know why they would be either, frankly.”
Posso solo immaginare la soddisfazione del volitivo CEO Microsoft che, snobbati i “saldi autunnali” di Yang, ora attende verosimilmente la “liquidazione totale” verso cui Yahoo sembra inesorabilmente avviarsi.
da Alessio Jacona
Ultimo commento:
di Smeerch il 01/1/70
Jerry Yang (Yahoo) chiama Microsoft: “Siamo di nuovo sul mercato”
Ieri scrivevo che davvero non avrei voluto vestire i panni del CEO di Yahoo! Jerry Yang, in passato il più strenuo oppositore di una fusione con Microsoft e, oggi, di certo colui che trae maggior danno dalla brusca interruzione della partnership commerciale con Google.
Date le ultime notizie, mi sembra di poter dire che ora la sua posizione sia addirittura peggiorata: sedotto e abbandonato, Yang ha infatti scelto il Web 2.0 summit di San Francisco per lanciare un disperato e, di certo, per lui amaro appello a quello stesso Steve Ballmer che con tanta decisione aveva prima osteggiato:
“To this day, I believe the best thing for Microsoft to do is to buy Yahoo”.
Non deve essere stato facile ametterlo e, ironia della sorte, il CEO Yahoo ha anche ragione da vendere: all’epoca dell’ultima offerta Microsoft, Ballmer era pronto a pagare 33 dollari per azione pur di portare a casa la fusione con l’azienda di Sunnyvale, ma aveva rinunciato a trattare quando Yang ne aveva pretesi addirittura 37.
Ieri, dopo la notizia secondo cui Google ha “scaricato” Yahoo!, le azioni di quest’ultima si sono attestate su una misera quotazione pari a 13,92 dollari.
Insomma, se Ballmer decidesse di risedersi oggi al tavolo della trattativa con Yang, più che di fusione si potrebbe parlare di saldi d’autunno.
da Alessio Jacona
Google interrompe la partnership commerciale con Yahoo!
Lo scorso 4 maggio scrivevo:
Alla fine Ballmer fa marcia indietro. Dopo averle tentate tutte, compresa l’aggiunta di ben 5 miliardi di dollari sul piatto dell’offerta d’acquisizione di Yahoo! (già pari a 44,6 miliardi), l’ennesimo rifiuto del board of directors di Sunnyvale lo costringe alla resa. E intanto c’è già chi si interroga su come Microsoft impiegherà i quasi 50 miliardi di dollari che gli rimangono in tasca inutilizzati, suggerendo possibili obiettivi come AOL o Facebook.
Sono passati solo sei mesi da quando l’azienda di Redmond se ne tornava a casa con le pive nel sacco e un soddisfatto Jerry Jang (CEO Yahoo) brindava allo scampato pericolo di acquisizione.
Sei mesi nei quali l’azienda di Sunnyvale ha avuto il tempo di stringere un lucroso accordo commerciale con Google (che puntava essenzialmente ad evitare la fusione di cui sopra) per poi vederlo svanire nel nulla.
“The search partnership that helped “save” Yahoo! from being acquired by Microsoft is now officially dead”, scrive oggi Silicon Alley Insider. Yahoo! può dire addio a ricavi stimati in 800 milioni di dollari l’anno, aggiungo io.
Nubi nere si addensano insomma all’orizzonte dell’azienda di Sunnyvale, cui non resta che sperare in un ritorno di Microsoft al tavolo delle trattativae per la fusione. Trattative che, se pur dovessero davvero riprendere, vedrebbero comunque Yahoo! in una posizione assai più scomoda che non sei mesi fa, ai tempi del “grande rifiuto”.
Sinceramente, non vorrei essere nei panni di Jerry Yang.
da Alessio Jacona
Stati Uniti, Google leader assoluto dei motori di ricerca
Che Google sia il motore di ricerca più usato dai cittadini americani è cosa nota. La vera novità è che lo scorso mese di giugno l’azienda di Mountain View ha fatto meglio di sempre, sfiorando quota 70 per cento delle online search negli USA.
Lo rivela l’analisi realizzata da Hitwise Pty. Ltd, secondo cui nelle 4 settimane conclusesi il 28 di giugno, attraverso Google sono passate il 69,7 per cento di tutte le ricerche on line effettuate da pubblico statunitense. Per dare un’idea, nello stesso periodo dell’anno precedente il motorone di ricerca si era attestato su un pur eccellente 63,92 per cento.
Un successo evidentemente pagato di tasca propria dalla concorrenza diretta: sempre in giugno Yahoo! vede infatti assottigliarsi la propria fetta di mercato dal 21,31 (dati giugno 2007) all’attuale 19,62 per cento, mentre MSN search passa dal 9,85 al 5,46 per cento.
da Alessio Jacona
Nasce il Flash ottimizzato per i motori di ricerca: rivoluzione o disastro?
L’annuncio odierno di Adobe è di quelli da ricordare: l’azienda che detiene i diritti della tecnologia Flash, tanto amata dagli operatori del marketing e dalle aziende quanto odiata dagli alfieri della web usability, rende nota una recente alleanza con Google e Yahoo! per migliorare il
“Search engine indexing of the Flash file format (SWF) and uncover information that is currently undiscoverable by search engines”.
Traducendo: presto il grande limite dei siti sviluappati in Flash, che consiste nell’essere scarsamente indicizzabili dai motori di ricerca, verrà definitivamente superato. Contestualmente, Google ha annunciato in un post separato:
“We’ve greatly improved our ability to index Flash”.
Insomma, una rivoluzione che apre le porte a due possibili scenari:
da Alessio Jacona








